Nuovo caso di sindrome sgombroide in Italia. Un uomo di Ballarò, a Palermo, aveva acquistato un po' di tonno rosso ma, dopo averlo consumato, si è sentito male. Immediato il trasporto al Pronto soccorso dell'ospedale Ingrassia. Le condizioni dell'uomo, durante il trasporto al nosocomio, si erano aggravate e, da codice giallo, era stato ricoverato e curato come codice rosso. Quel tonno rosso aveva probabilmente la sindrome sgombroide. Al paziente di Palermo è andata bene. I medici hanno fatto il possibile per salvarlo nonostante, inizialmente, le sue condizioni fossero allarmanti.
Il paziente è stato stabilizzato
E' costato caro a un uomo che vive a Palermo consumare tonno rosso. Quell'alimento ha rischiato di farlo morire. Il personale sanitario dell'Ingrassia è subito intervenuto quando ha notato che il paziente era in stato di semincoscienza. Una condizione portata da un'alterazione cardiaca. I medici hanno provveduto a stabilizzare il palermitano e, fortunatamente, il suo quadro clinico è pian piano migliorato. Lo staff sanitario del nosocomio siciliano ha segnalato la vicenda alla Polizia municipale e ai Nas, oltre al centro antiveleni di Pavia. Quest'ultimo è stato interpellato per l'avallo della diagnosi. La sindrome sgombroide può causare problemi, anche gravi, all'apparato respiratorio e, nei soggetti vulnerabili come anziani e bimbi, portare al decesso.
Massima attenzione, dunque, al tonno in scatola. Lo scorso mese, il ministero della Salute aveva invitato i consumatori a non consumare tonno commercializzato dall'azienda spagnola Garciden, in quanto contaminato.
Il tonno rosso è in via di estinzione
La sindrome sgombroide colpisce quando si mangia pesce alterato, contenente istamina. I sintomi tipici della patologia compaiono subito dopo il consumo dell'alimento e, solitamente, sono: prurito, pelle arrossata, mal di testa, infiammazione orale, diarrea, nausea e crampi all'addome. Tonno in scatola: favorevoli e contrari. Nel mondo ci sono tantissime persone contrarie al consumo di tonno, specialmente quello rosso, anche perché è in via di estinzione.
Le associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace, si sono battute e si battono contro la pesca intensiva di tonni. Sappiamo bene che, ad oggi, è difficile bloccare la pesca e il consumo di tonno nel mondo. Qualcosa si può fare, però, per limitare i danni, come ad esempio acquistare scatolette vendute da aziende che agiscono in base alla sostenibilità.