Ieri, come ormai noto, il Presidente della RepubblicaGiorgio Napolitano ha lasciato il Quirinale, ovvero lo scranno più alto dellaRepubblica italiana. Passerà ora al ruolo di Senatore a vita, come previstodalla Costituzione per gli ex Presidenti, mentre le sue funzioni saranno presedall’attuale Presidente del Senato, l'ex Magistrato anti-Mafia Pietro Grasso, sostituito a sua volta nellesue attuali funzioni a turno dai vice-presidenti. Per l’elezione del nuovoPresidente della Repubblica si partirà dal prossimo ventinove gennaio, da quandoinizieranno le prime chiame di quanti saranno chiamati a questo compito.

I nomiin circolazione sono vari, anche se inizialmente ne venivano fatti quasi unatrentina, tra possibili e suggestivi. Adesso il cerchio comincia a stringersisu 7-8 nomi. Vediamo qual è il meccanismo di queste delicate elezioni, chi vipartecipa e qual è la situazione in Parlamento.

Come si vota

Dal giorno delle dimissioni del Presidente in carica, quellodella Camera ha quindici giorni di tempo per convocare il Parlamento in sedutacongiunta. Nella fattispecie, come detto, la data scelta sarà giovedì 29gennaio a partire dalle 15. Si voterà nella Camera dei deputati, e ilpresidente dell’assemblea è proprio quello della Camera, dunque Laura Boldrini,così come è della Camera il regolamento usato.

Sarà anchelei a leggere i nomi scritti sui bigliettini. Si vota con scrutinio segreto e achiamata nominale. Nelle prime tre chiame il quorum che il candidato deveraggiungere è pari ai 2/3, dunque deve ottenere il voto di 672 membri, mentredalla quarta votazione in poi basta le cose si fanno molto più semplici,dovendo bastare solo la maggioranza assoluta.

Ovvero la metà più uno deivotanti, ossia 505 voti.

Chi vota

Come previsto dalla Costituzione, votano tutti i deputati,tutti i senatori (anche quelli a vita, che sono cinque più Napolitano, dunquesei), tre delegati per ogni Regione, eccetto la Valle d’Aosta che ne nominasolo uno. Il numero totale è dunque pari a 1009 votanti potenziali.

Anche sepuò anche capitare che qualcuno decida di non partecipare alle votazioni.

La situazione tra i partiti

Tutto dipende, ovviamente, dalla forza elettorale dei varipartiti. Il Pd è quello che ha più seggi, 415. Poi c’è il Movimento cinquestelle con 137 voti, seguito da Forza Italia con 130, Area popolare settanta, ilGruppo misto con cinquantadue, Lega trentacinque, Scelta civica trentadue, Sel ventisei, Per l’Italia tredici, Per leautonomie sedici, Grandi Autonomie e Libertà quindici, Fratelli d’Italia nove. Alla luce diciò, difficile che si arrivi a un nome condiviso alle prime tre votazioni. A menoche Renzi non trovi un nome che stia bene tanto ai popolari quanto a ForzaItalia (uno alla Casini per intenderci), oppure al M5S e Sel (ad esempio Rodotào Prodi).

Mentre la cosa si fa più stringente alla quarta chiama, quando Renzipotrà facilmente accordarsi, dovendogli bastare 90 voti. Il tutto sempre chenon ci siano franchi tiratori nel suo partito, come i 101 che un anno e mezzofa “impallinarono” il candidato Romano Prodi.

Pronostici non facili

Comunque, difficile fare pronostici, anche perché il voto,come detto, è a scrutinio segreto. Due nomi che stanno acquisendo più credito nelle ultime ore sono Veltroni e Padoan. Comunque, la politica dovrà per forza decidersi: questavolta non ci sarà Napolitano a togliere le castagne dal fuoco come un anno emezzo fa. Chi sarà il prossimo over 50 ad andare al Colle?

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