La vittoria di Virginia Raggi alle primarie a Sindaco di Roma per il Movimento Cinque Stelle potrebbe essere messa in discussione. Lei, avvocato e persona perbene – come definita dallo stesso Beppe Grillosulla carta è chiamata a rappresentare una netta separazione dagli scandali che hanno colpito la politica nella nostra Capitale. Prima l'inchiesta Mafia Capitale e poi le dimissioni del Sindaco Ignazio Marino hanno portato a queste elezioni anticipate, si voterà il prossimo 5 giugno.

In questi giorni l'attenzione mediatica è concentrata sul Petrolio-gate e sulle ripercursioni che questo scandalo sta avendo sul governo, tuttavia, anche se di diversa natura, non mancano i grattacapi all'interno del Movimento Cinque Stelle.

Le comunarie di Roma

Tutto è cominciato con l'esplusione di alcuni storici iscritti al M5S di Roma, che a seguito del loro allontanamento, non hanno potuto prendere parte alle primarie per il Campidoglio. A questo punto, gli esclusi hanno presentato ricorso davanti al Tribunale di Roma, contestando che l'associazione giuridica da cui sono stati allontanati non è la stessa a cui loro sono iscritti.

Quella a cui sono iscritti è infatti “MoVimento cinque stelle” – l'associazione originaria con oltre 30 mila iscritti, mentre quella da cui sono stati allontanati è “Movimento cinque stelle” – con la V minuscola, nata nel 2012 e con solo quattro iscritti fino al 2015. Insomma, la seconda associazione eliminerebbe pezzi della prima, secondo un regolamento che, per gli espulsi, è fittizio.

Cosa accadrà ora?

A questo punto, gli esclusi chiedono che venga decretata l'illegittimità della seconda associazione e di conseguenza dichiarata l'illegittimità anche delle loro espulsioni, in modo da procedere a nuove primarie nella città di Roma. Dal M5S per ora replicano che la nascità della seconda associazione era necessaria per potersi candidare alle elezioni politiche.

Inoltre, nel 2015 la seconda associazione prende il nome della prima diventando “MoVimento cinque stelle” – con la V maiuscola; perché questo cambiamento? La vicenda ora, al di là della pronuncia del giudice che dovrebbe arrivare per la prossima settimana, diventa prima una questione politica e poi giuridica. Come mai questa mancanza di trasparenza da parte dei vertici del Movimento?

Insomma, in attesa della decisione del Tribunale di Roma, emergono una serie di dubbi e contraddizioni sul funzionamento interno del M5S.