Pur esprimendo un quadro generale sostanzialmente invariato rispetto ai mesi scorsi, i primi sondaggi elettorali dopo la pausa estiva evidenziano una novità rilevante nell’area di centrodestra che riguarda la Lega Nord, la quale, secondo i dati elaborati dall'’istituto 'SWG' nella prima settimana di settembre, sale fino al 16% (rilevamento precedente 15,3) toccando il suo massimo storico.

E cresce anche la fiducia nei confronti del suo leader Matteo Salvini (ora al 30%); dati che confermano in pieno i segnali positivi per il Carroccio emersi fin da inizio anno e, tra l’altro, la crescita della Lega registrata in questo ultimo rilevamento sembra non avere provocato contraccolpi esagerati nel resto dello schieramento di centrodestra, dove hanno sì accusato un leggero calo Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma la coalizione nel suo insieme si attesta al 33,7%.

Lega Nord record, ma la sorpresa è Gentiloni

Lega Nord più di due punti avanti a Forza Italia (13,4%), che per contro risulta, come detto, in lieve flessione (dello 0,2%); così come pure Fratelli d’Italia, che fa registrare però un calo più vistoso rispetto a quello segnato dal partito guidato da Silvio Berlusconi; la formazione di Giorgia Meloni perde infatti mezzo punto scendendo al 4,3%. Per quello che riguarda altresì le due forze maggiori, continua il testa a testa tra M5s e Pd con i primi in vantaggio di un nulla (26,8% contro 26,6%) ed entrambi in lieve rialzo (rispettivamente di 3 e 6 decimi). Resiste vicino al 3% Alternativa Popolare, resta però da decifrare in quale schieramento va inserita la percentuale del partito di Angelino Alfano: centrosinistra o centrodestra?

Non decolla invece l’area a sinistra del partito democratico e arretrano sia Mdp (da 3,1% a 2,7%) che Sinistra italiana (da 2,4% a 2,3%).

Stabile intorno al 40%, ma comunque in crescita rispetto ad inizio mandato, risulta la fiducia nel governo e, un po’ a sorpresa, secondo un altro sondaggio sviluppato da ‘Demos’ per ‘Repubblica’, continua a lievitare l’indice di gradimento intorno al premier Paolo Gentiloni con un presunto consenso che avrebbe raggiunto quasi la soglia del 50%.

Elezioni 2018, ma con quale legge elettorale?

Nel complesso dai dati emersi, in realtà ancora una volta si legge di uno stato di incertezza e divisione degli elettori italiani, con la platea più ampia che resta quella degli indecisi-non voto (44,1%). Non più rimandabili, con l’avvicinarsi della scadenza naturale di questa legislatura (il 25 febbraio 2018) si avvicinano le elezioni 2018 (prossima primavera il periodo più indicato o, al massimo, prossima estate) e proprio in questi giorni, presso la commissione Affari costituzionali, è ripreso il dibattito sulla legge elettorale.

L’accordo a riguardo tra le forze politiche, almeno per ora, e cioè ipoteticamente a sette-otto mesi dalla data di voto, resta però un bandolo della matassa ancora tutto da cercare.

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