Il biotestamento, oggi, è divenuto legge. Il Senato ha approvato definitivamente e con una maggioranza trasversale, la norma che permette di negare l'accanimento terapeutico con 180 sì, 71 no e 6 astenuti. Subito si è alzato il coro di protesta del centrodestra: “Aboliremo questa norma stalinista che permette la morte di Stato, nella prossima legislatura”.

Un percorso difficile

Non è stato un iter semplice per questa legge, passata alla Camera il 20 aprile di quest’anno. La Lega ed il centrodestra ha posto molti ostacoli e creando un forte atrito e tensioni nell’opinione pubblica.

Ma da oggi ogni persona maggiorenne potrà decidere come vivere gli ultimi istanti della propria vita. Via libera alle scelte di fine vita, che esclude, però, il suicidio assistito, quando non sarà più in grado di intendere e volere.

Partito Democratico, sinistra e Movimento 5 stelle hanno creato un asse che ha retto ed ha dato risposta positiva,Forza Italia si pone a favore della libertà di scelta mentre Lega e Centrodestra hanno rivolto un “no” netto: “Questa legge è un preludio strisciante all’eutanasia, arriveremo all’abolizione nella prossima legislazione”.

Intano mentre in Senato si votava, in piazza Madama, l’associazione Coscioni era pronta ad esultare per la libertà di scelta data ai malati terminali, una “legge per la dignità di uomini e donne”.

Il prossimo passo è la richiesta di rendere legale l’eutanansia.

La legge sul testamento biologico

Ecco cosa troviamo nei 6 articoli che creano la nuova legge sul testamento biologico.

I pazienti avranno il diritto di rifiutare i trattamenti sanitari quali idratazione e nutrizione. Il medico sarà tenuto a rispettare la volontà del paziente.

Viene anche trattato lo spinosissimo tema dei minori. Chi decide per un bambino o un ragazzo in fin di vita? La legge ci dice che il consenso informato viene espresso dalle persone che esercitano la responsabilità genitoriale, o il tutore.

Negli articoli 3 e 4 troviamo le famose Dat ovvero, le disposizioni anticipate di trattamento e la possibilità di pianificare la cure future.

Chiunque sia capace di intendere e volere potrà pianificare quali trattamenti sanitari accettare e a quali condizioni. Dovrà, però, indicare un fiduciario che lo rappresenti nel momento in cui non potrà più autodeterminarsi e che dovrà relezionarsi con i medici, mantenendo viva la dignità del paziente.

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