Movimento Cinque Stelle primo partito. Partito Democratico sempre più giù. Centrodestra (Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia- Noi con l’Italia-Udc) unico cartello elettorale capace di costruire una maggioranza in Parlamento. Forse. Il sondaggio realizzato da DEMOPOLIS per Otto e Mezzo e La7 sulle intenzioni di voto relative alla Camera dei Deputati, al di là di qualche zero virgola tolto ad una parte e aggiunto all’altra, non dice nulla di nuovo in vista del 4 marzo. Confermati ampiamente i trend delle ultime settimane. La partita decisiva insomma si giocherà nei collegi uninominali, in cui verranno eletti il 37% dei parlamentari.

Il restante 63% verrà assegnato invece con sistema proporzionale. Proprio a quest’ultima quota guardano i numeri della rilevazione realizzata da DEMOPOLIS due giorni fa.

I dati: il M5S stacca tutti

Il partito guidato dal capo politico Luigi Di Maio non dovrebbe avere problemi ad affermarsi come primo partito. Alla domanda ‘ad oggi quale lista lei voterebbe per la Camera dei Deputati’, il 28% circa ha risposto M5S. Segue il PD, al 22,5%, con un consistente crollo rispetto al record registrato alle Europee 2014, quando l’effetto Renzi, appena salito a Palazzo Chigi, fece salire l’asticella dei consensi al 40%. Al netto della recente scissione della sinistra-sinistra del partito, sarebbe quasi un’ecatombe.

Medaglia di bronzo poi per Forza Italia (16,5%), seguita dalla Lega (14,2%).

Più sotto, troviamo Liberi e Uguali (6%) e Fratelli d’Italia al 5%. Tutti gli altri, per ora, sotto il 3%. Ecco tutte le percentuali di DEMOS: M5S: 28%, PD: 22,5%, Forza Italia: 16,5%, Lega: 14,2%, Liberi e Uguali: 6%, FdI: 5%, +Europa: 2,5%, altre liste di Centro Sinistra (Civica Popolare, Insieme, SVP, ecc.): 2%, Noi con l'Italia-Udc: 2,3%.

Altri: sotto il 2%

Le coalizioni: centrodestra avanti

Il centrodestra (Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia- Noi con l’Italia-Udc) si conferma unica coalizione capace di poter aspirare alla maggioranza nei due rami del Parlamento: stando ai dati di DEMOPOLIS, la somma dei partiti che la compongono si attesta infatti intorno al 38%.

Per il movimento 5 stelle, che corre da solo, la piazza d’onore, al 28%. La somma delle liste collegate del Centrosinistra (PD-Civica Popolare- +Europa-Insieme) invece fa 27%. Poi, Liberi e Uguali al 6%.

Il quadro: difficile una maggioranza che esca dalle urne

Per ora, quindi, la vittoria andrebbe a sua maestà l’indecisione. L’unica coalizione che può aspirare ad ottenere i numeri utili sia alla Camera che al Senato è il centrodestra, dato per vincente in una recente rielaborazione dei flussi elettorali su Repubblica a cura del professor Salvatore Vassallo nella quasi totalità dei collegi uninominali del Nord. E in lotta all’ultimo sangue sul ring del ‘vince chi prende solo un voto in più’ al Sud con il Movimento 5 Stelle.

Per il Centrosinistra, difficilissimo ambire dunque alla maggioranza in Parlamento: per Renzi&co. pochi gli uninominali sicuri, e quasi tutti nei fortini rossi di Toscana ed Emilia-Romagna, regioni tradizionalmente a trazione sinistra.

Perché il PD diventi di nuovo perno nel prossimo Governo, l’unico orizzonte possibile resta insomma quello delle Larghe Intese con Forza Italia. E con chi ci starebbe. Ex democristiani a destra e sinistra in primis. Al di là dei ‘dagli all’inciucio’ che si levano da tutti gli schieramenti in campo. Ma anche in questo caso i numeri e le somme ballano su un filo sottilissimo fatto di percentuali e pugni di voti. Con l’Italia, spaccata in tre, che potrebbe finire in un caos da incertezza politica molto simile, se non peggiore, a quello che si sta consumando in Germania.

Dove solo nelle ultime settimane, dopo il voto di novembre, è sembrato profilarsi un Merkel IV con Socialdemocratici e Liberali.

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