Gli italiani non si fidano ancora di Giuseppe Conte. O, perlomeno, sono ancora pochi. Circa 3 su 10. Questo il risultato di un sondaggio dell'istituto Noto pubblicato qualche giorno fa da Quotidiano.net. I sondaggisti hanno ‘calcolato’ la fiducia dei cittadini nei confronti del neonato Governo Lega-5 Stelle. Dati che hanno riguardato singolarmente anche le figure che lo compongono, premier e ministri compresi.

Risultato: a pesare è la scarsa notorietà della stragrande maggioranza della squadra di Governo che ha giurato la settimana scorsa e che è attesa oggi 5 giugno 2018 alla prova della fiducia in Senato.

I dati del sondaggio sulla conoscenza dei ministri

Governo Lega-5 Stelle, questi illustri sconosciuti. Gli italiani infatti non conoscono la maggior parte dell’esecutivo che, dopo tribolate vicende, è riuscito a ‘conquistare’ Palazzo Chigi.

Sul punto, numeri abbastanza impietosi: solo quattro ministri su 18 sono noti a oltre la metà del corpo elettorale. Addirittura, invece, sei figure della truppa indicata dal Capo dello Stato dopo l’accordo Carroccio-pentastellati hanno un livello di notorietà inferiore al 5%. Ovvero, solo cinque italiani su 100 avevano sentito il loro nome prima del giuramento al Colle.

I dati del sondaggio sulla fiducia nel Governo Conte: premier e ministri

Evidentemente, è proprio il fatto di essere percepiti come degli illustri sconosciuti a determinare il basso livello di fiducia nell’esecutivo guidato dall’‘avvocato del popolo’.

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Un calcolo su tutti nel sondaggio: secondo Noto la fiducia che gli italiani ripongono nel governo nel suo complesso è inferiore a quella nel neo premier, 38% contro il 31% ‘totalizzato’ da Conte. Un trend mai visto negli anni della Seconda Repubblica per un esecutivo ai suoi primi vagiti.

Quasi inutile a dirlo, considerando il consistente aumento dei consensi della Lega nei sondaggi, tra i ministri, il leader della ‘gara’ a chi ispira più fiducia nei cittadini è il Matteo Salvini versione Viminale, primo col 44%.

A seguire, a sorpresa, il nuovo ministro della Pubblica Amministrazione, avvocato Giulia Bongiorno, che tocca quota 40%.

Solo terzo, invece, il capo politico del M5S nonché ministro di Lavoro e Sviluppo Economico Luigi Di Maio, al 38%. Completano la lista dei ‘noti’, Bonafede (Giustizia al 36%), Toninelli (Infrastrutture al 31%), Savona (Affari Europei) e Centinaio (Agricoltura), entrambi al 30%. Infine, Lezzi (Sud al 27%), Fontana (Famiglia al 25%) e Fraccaro (Rapporti con il Parlamento al 20%).

Per tutti gli altri, numeri insignificanti. D’altronde, nessuno sapeva niente di loro, almeno non prima che entrassero nella lista di Conte. Mettiamo l’economista Tria, ad esempio, neo ministro dell’Economia, in passato conosciuto solo dagli addetti ai lavori.

Al di là però di ogni giudizio sulla fiducia dei cittadini di cui racconta il sondaggio, a parlare per il nuovo esecutivo sarà, come sempre, l’unica autorità possibile in questi casi: la prova dei fatti, in particolare su flat tax, reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero e politiche sui migranti.

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