Pier Luigi Bersani e Marine Le Pen si confrontano negli studi di Quarta Repubblica, durante la puntata di lunedì 8 settembre. Il tema più discusso è senz'altro la crisi migratoria, per la quale la leader francese avrebbe già pensato ad una strategia risolutiva, fatta di blocco delle frontiere e delegazione di alcuni compiti alle ambasciate. Il co-fondatore di Liberi e Uguali, però, boccia la proposta in modo categorico: ''Ci state prendendo in giro''.

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Il confronto sull'Europa delle Nazioni

Il dibattito si apre con un dubbio: dopo che anche Macron ha rifiutato più volte di accogliere i migranti, vi è ancora così tanta differenza tra il suo partito e quello dell'ex Front National? A rispondere è Bersani: ''È una questione di gradazione. Macron ha detto no sull'Aquarius, poi ha detto 'ni', mentre Marine Le Pen ha detto 'no' per tre volte''. E tra gli altri esponenti europei, mette in discussione l'atteggiamento dei cosiddetti ''amici di Salvini'', a partire dal ministro tedesco Horst Seehofer, ''che ha alzato la voce in Germania e adesso ci rimanda i migranti coi charter''.

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Per questo motivo, pur premettendo di ''non essere il difensore di questa Europa incompiuta dal lato sociale, fiscale e della Politica estera'', non può che rimarcare i difetti dell'Europa che i leader sovranisti vogliono costituire. ''I difetti della vostra Europa - dice Bersani - sono lo Stato-Nazione, le frontiere, le dogane. Li conosciamo da 400 anni e non ci hanno mai portato niente di buono.

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Politica

Immaginare che all'Italia arrivi un qualche aiuto sull'immigrazione, sul debito o sull'economia dagli amici sovranisti di Salvini è una favola pericolosa''.

La parola, quindi, passa a Marine Le Pen: ''L'Unione Europea che non funziona è la vostra. Siete voi al potere e venite a raccontarci che dobbiamo fare di più per la Ue. Sono passati 30 anni e i risultati dell'Unione sono catastrofici''. Tornando all'attuale presidente francese, Macron viene definito dall'esponente come ''un ipocrita''.

''Dice 'io voglio l'immigrazione, però non da me' - spiega Le Pen - è quella che io chiamo 'l'immigrazione al balcone', perché le persone che stanno alla finestra dicono 'facciamo arrivare i migranti, ma non in casa mia' ''. Dal suo punto di vista, dunque, la soluzione non può che venire da un'Europa delle Nazioni. ''Non abbiamo più i mezzi per raccogliere tutte queste persone - afferma la leader francese - Dobbiamo fare in modo di rinviare i migranti nei loro paesi d'origine, attuando delle politiche dissuasive e creando una cooperazione con l'Africa, affinché possa sviluppare agricoltura e sicurezza per le proprie popolazioni, affinché ognuno abbia il diritto di vivere là dove è nato e di crescere lì i propri figli''.

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Ambasciate, frontiere e solidarietà

Bersani replica dicendo: ''Non sono macroniano e di certo non sposo ''l'Europa dei banchieri e dei burocrati'', ma tanto meno sposo l'Europa dei bulli: piuttosto che vederli all'opera, preferisco un'Europa che non condivido. Perché li ho già visti all'opera, i sovranisti. Lasciamo stare le poesie sul 'tenerli a casa loro', per l'Italia e per l'Europa, in questo momento, gli sbarchi non sono un gran problema.

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Quest'anno sono arrivati 23 mila migranti, 13 mila se li sono ripresi i libici (mentre stiamo chiudendo gli occhi per quel che accade in Libia), altri 1200 migranti, prevalentemente donne bambini, sono annegati. In tutto, 40 mila: se li prendessimo tutti (tutti i 27 Paesi dell'Unione), non sarebbe un problema. Io spero che Salvini le abbia detto che il nostro problema è un altro: noi abbiamo 180 mila migranti che sono ancora in attesa di esame per il diritto d'asilo. La Commissione Europea, due anni fa, aveva chiesto ai Paesi membri di contribuire per accelerare le pratiche, chiedendo che si facessero carico di migranti il cui diritto d'asilo era quasi certo''. Bersani, quindi, rivolge delle domande dirette a Marine Le Pen: ''Di migranti, ne prendete qualcuno si o no? E Salvini, le ha chiesto di prenderne qualcuno sì o no? O è solo affar nostro?''.

La Le Pen cerca di aggirare la domanda, rispondendo con un altro interrogativo: ''Lei conta sulla Commissione Europea per risolvere questo problema?''. ''No, io conto sulla sua solidarietà. Se ce l'ha'' la interrompe Pier Luigi Bersani, ma la politica non chiarisce e svia su un altro argomento. ''La Commissione Europea - dice - ha spiegato più volte di voler far entrare milioni di immigrati nei nostri Paesi. E lei sa perfettamente il perché: per ottenere una riduzione dei salari. Sono gli Stati nazionali a dover impedire l'attuazione di questa politica migratoria. Gli Stati nazionali devono riprendere il controllo delle proprie frontiere. Servirà poi una cooperazione tra i Paesi per coordinare questa operazione, ma anche per creare una politica efficace. I migranti dovranno richiedere il diritto d'asilo nei Consolati e nelle Ambasciate dei nostri Paesi situati nelle diverse parti del mondo. La domanda verrà esaminata in loco e, se la risposta è positiva, il richiedente potrà venire in Europa. Se è negativa, non potrà farlo. Questo è l'unico mezzo per bloccare il dramma di queste persone che affogano nel Mediterraneo''.

Bersani: 'Siete stati voi ad insegnarci la fratellanza'

A questo punto, Bersani, mette in evidenza i punti che potrebbero essere svantaggiosi per l'Italia. ''Lei sta dicendo 'ciascuno controlli le sue frontiere' - racconta, rivolto alla Le Pen - ma la frontiera con l'Africa ce l'abbiamo noi, in Italia. Non voi. Grecia e Germania hanno delegato i migranti alla Turchia (che li ha accolti anche con i nostri soldi), ma noi abbiamo Lampedusa. Se sostenete che ciascuno debba difendere le proprie frontiere, aspettando di poter fare la selezione di chi ha il diritto d'asilo in Eritrea, ci state prendendo in giro''.

Marine Le Pen ribatte, commettendo però una piccola gaffe. ''Ma da quando Matteo Salvini è salito al potere, non c'è stata una riduzione del 95% degli sbarchi?'' chiede infatti la leader, poi corretta dal fatto che è stato l'ex ministro Minniti ad ottenere una prima diminuzione. A parte questo, la Le Pen continua il proprio discorso. ''Le persone che gestiscono il traffico di esseri umani sanno esattamente dove possono far sbarcare i migranti. Se domani la Spagna, l'Italia e la Francia dicono 'no, non vogliamo più accogliere', non ci saranno più arrivi.

Bersani, infine, le promette che farà più attenzione ai passeur, ma a patto che lei cambi idea a sua volta. Per rimarcare la gravità dei rifiuti di Marine Le Pen, l'esponente di LeU ricorda: ''quando lei ha detto no a quella barca, a bordo c'erano delle donne violentate''. Per questa ragione, anche tenendo conto di tutte le cautele del caso, ''non si può perdere l'umanità''. ''Ce l'avete insegnato voi cos'è fratellanza, con la rivoluzione francese - conclude Bersani - ora non potete metterla sotto ai piedi, parlando di Nazioni che difenderanno le frontiere. Ma quali frontiere? È come fermare l'acqua con le mani''.

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