Non si placano le polemiche dopo le dure accuse mosse da Katia Tarasconi all'intera classe dirigente del Pd, accuse mosse durante il suo intervento all'assemblea nazionale del partito svoltasi ieri all'Hotel Ergife di Roma. La giovane consigliera regionale dell'Emilia Romagna, intervistata dal Corriere della Sera, rincara la dose contro i leader del suo partito con parole forti che saranno sicuramente destinate ad un lungo dibattito nelle sezioni di tutta Italia.

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Tarasconi conferma la sua ipotesi che tutti i dirigenti attuali debbano fare un vero e proprio passo indietro, se ciò non accadesse il Partito Democratico rischierà una nuova - come dice lei - 'randellata' alle elezioni europee che si terranno il prossimo anno.

Cosa occorre fare per un rilancio del PD

La consigliera regionale sostiene che questa sua tesi sia l'unica alternativa valida per portare nuove idee ad un partito che definisce 'ottocentesco' .

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Solo nuove persone e una classe dirigente totalmente rinnovata sono in grado di poter contribuire ad una rinascita del più grande e storico movimento politico della sinistra italiana.

Nella cosiddetta società civile ci sono persone capaci e con progetti innovativi ed interessanti. Da qui il partito Democratico deve pescare, secondo la Tarasconi, per costruire un nuovo gruppo che lo guidi alle prossime delicate tornate elettorali.

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Pd

Era renziana, ma adesso non più

Si è professata seguace tradita di Matteo Renzi, che critica in maniera netta. Anche l'ex segretario è al centro dei suoi rilievi: secondo lei la sua arroganza lo ha portato all'atteggiamento più insopportabile. Quello di non ammettere di aver commesso degli errori che l'elettorato ha fatto pagare voltando le spalle al PD.

Queste sono le motivazioni che l'hanno portata a chiedere di rivedere in toto lo statuto prima ancora che vengano decise date e candidature.

Tutto per provare a rinnovare un partito che definisce lontano dalla gente e dalle sue percezioni, come nel caso del problema immigrazione.

L'intervista termina con una definizione ancora più forte dell'attuale classe dirigente, definita 'folle e scellerata'. Addirittura racconta un episodio quale esempio della loro lontananza dal resto degli iscritti: pare che ieri all'interno dell'assemblea ci fosse una parte della platea riservata esclusivamente ai vertici del partito, con l'accesso vietato a chiunque, pure per lei che comunque ricopre l'importante ruolo istituzionale di consigliere regionale.

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Sperava di poter incontrare il suo conterraneo Graziano Del Rio ma non ha potuto neppure avvicinarlo.

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