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Lo scrittore napoletano Roberto Saviano è tornato ad attaccare pesantemente il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, e lo ha fatto stamane con un lungo articolo riportato sulle colonne de "La Repubblica". Dunque, sembra proprio che le scintille tra i due, al momento, non siano destinate a spegnersi.

Secondo l'autore di "Gomorra", infatti, il leader del Carroccio avrebbe la cattiva abitudine e sarebbe solito indossare nelle più svariate occasioni le divise delle forze dell'ordine, trasmettendo un messaggio intimidatorio ben preciso: "La polizia è cosa mia".

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Ricordiamo che già qualche giorno fa il giornalista partenopeo aveva definito "un abuso" la tendenza del ministro dell'interno di sfoggiare costantemente la divisa della polizia, e in quell'occasione il politico milanese aveva ribattuto: "Per me è un orgoglio".

Saviano: 'Nelle dittature i tiranni indossano sempre la divisa'

Stando a quanto affermato dallo scrittore 39enne su "La Repubblica", indossare la divisa nei momenti commemorativi e nelle occasioni formali è cosa buona e giusta, mentre se ciò accade al di fuori di ogni contesto, si lancia un "messaggio pericolosissimo per la democrazia".

Proseguendo nelle sue dichiarazioni, Saviano ha detto che i tiranni solitamente appaiono sempre in divisa per sottolineare come le forze armate siano obbligate a rispondere solo ed esclusivamente a loro.

L'autore napoletano ha aggiunto che Salvini ricorre a questa pessima abitudine per fare della propaganda Politica, utile per tenere celate le gravi responsabilità sue e del partito che rappresenta che, a suo parere: "Non ha una storia di legalità da vantare". Nelle battute finali del suo intervento, Roberto Saviano ha affermato che, anche se è lecito che ognuno abbia le proprie convinzioni politiche, nel momento in cui si lavora al servizio del Paese: "Prima della tua parte viene lo Stato".

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Di conseguenza, ha ricordato che lo Stato non è affatto Matteo Salvini.

Dunque, in sintesi, secondo l'autore di "Gomorra" è sbagliato portare la divisa delle forze dell'ordine in qualunque occasione e durante i comizi, perché si rischia di mandare un messaggio pericoloso e lacerante per la tenuta della democrazia nel nostro Paese.

Salvini: 'Povero Saviano, non sa più cosa inventarsi, bacioni'

Anche in quest'occasione non si è fatta attendere la replica del ministro Salvini, giunta già in mattinata sui suoi profili ufficiali dei social network.

Il leader del Carroccio, infatti, ha dichiarato che ormai il "povero Saviano" non sa più cosa inventarsi per far parlare di sé, riferendosi in particolare al passaggio in cui il giornalista napoletano l'ha paragonato a dittatori quali Mussolini, Gheddafi e Fidel Castro. Infine, tagliando corto, il vicepremier leghista ha mandato degli ironici "bacioni" allo scrittore campano.