Nei fatti di cronaca che quotidianamente si sentono o leggono capita spesso di imbattersi in eventi che portano nell’occhio del ciclone rappresentanti delle Forze dell’Ordine ai quali si contesta l’operato. Carabinieri e poliziotti che spesso vengono accusati di adoperare in maniera impropria la forza soprattutto durante manifestazioni, cortei ed eventi che da pacifici si tramutano in tumultuosi. Fatti di cronaca dicevamo, come quello recente di un poliziotto finito sotto inchiesta dopo il decesso di un ladro di orologi che lo stesso agente stava inseguendo.

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La Lega propone di dotare gli agenti di videocamere sulla loro divisa proprio al fine di concedere maggiore sicurezza circa la liceità del comportamento in azioni di polizia, per evitare contestazioni nei confronti degli agenti e per chiarire meglio le tipologie di eventi che spesso vengono contestati a chi garantisce la sicurezza nelle strade. Diversi siti Internet di settore hanno dato pubblicità a questa proposta figlia di un parlamentare leghista, Gianni Tonelli che è anche segretario di uno dei più importanti sindacati di polizia, il Sap.

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Arresto obbligatorio e non facoltativo

La legge italiana e la sua applicazione nelle sedi competenti producono grosse problematiche quando c’è da giudicare il legittimo operato di un rappresentante delle Forze dell’Ordine nell’espletamento delle sue funzioni. La proposta che potrebbe venire messa in atto con un semplice decreto da parte del Ministro dell’Interno mira a detonare queste problematiche.

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Naturalmente, sempre secondo Tonelli, oltre a stabilire la dotazione delle videocamere inserite nelle divise degli agenti, il Ministero dovrebbe chiarire meglio le modalità permesse alla Forze dell’ordine di utilizzare gli strumenti a disposizione degli agenti, sia armi che mezzi di coazione fisica come i manganelli, i taser o gli idranti.

Nella proposta si spinge ad estendere l’arresto obbligatorio nei casi di gravi atti lesivi dell’ordine pubblico, cioè nei casi di manifestazioni che sfociano in comportamenti violenti con danni a persone e cose terze rispetto alla manifestazione stessa.

Oggi le norme sono poco rigide consentendo a coloro che creano disordini e reati durante manifestazioni pubbliche, di subire solo una denuncia in stato di libertà, essendo vigente il cosiddetto arresto facoltativo. Le videocamere andrebbero a dimostrare senza mezzi termini il perché l’agente si è comportato in un certo modo mentre svolgeva il compito assegnatogli, il perché ha usato eventualmente la forza ed allo stesso tempo anche i creatori di scontri e disordini potrebbero venire più facilmente perseguiti, riducendo il lavoro dei Pm e della giustizia spesso ingolfata.

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I PM in piazza al fianco della polizia e dei carabinieri

Nella proposta si parla anche della possibilità di prevedere, per quelle manifestazioni pubbliche che finiscono sotto la lente dell’osservatorio per eventuali problematiche di ordine pubblico, che al fianco degli agenti di pubblica sicurezza scendano nelle piazze anche i Pubblici Ministeri. La presenza del PM nel luogo degli eventi permetterebbe, secondo i proponenti, la migliore snellezza nella raccolta degli elementi utili al giudizio sull’accaduto, sia per le condanne e gli arresti di chi commette reati di questo tipo, sia per eventuali ricorsi e denunce contro l’operato delle Forze dell’Ordine.

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