L’undicesima commissione permanente al Senato, alla quale è stato assegnato l’importante compito di esaminare il DdL A.S. n. 310 inerente l’istituzione del salario minimo orario, sta procedendo in questi giorni a sentire in audizione gruppi di rappresentanti di parti sociali, di enti e di ordini professionali che possono contribuire a fornire spunti in sede di discussione e di esame della proposta.

Interessante a tal proposito risultano gli spunti forniti ai membri della Commissione dai rappresentanti dell’ordine dei Consulenti del Lavoro, i quali hanno suggerito di tenere in considerazione il “parametro qualitativo della retribuzione”, fattore che implicherebbe una “diversificazione del salario minimo per professionalità, così come in un accezione più moderna dovrebbe considerare anche una variabile legata alla produttività del lavoro”.

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Il contenuto della proposta di legge

L’articolo 2 del disegno di legge in discussione stabilisce che il valore del salario da corrispondere per ogni singola ora di lavoro non posa essere “inferiore a 9 euro al netto dei contributi previdenziali e assistenziali”, disposizione questa da applicare a qualsiasi forma di rapporto avente ad oggetto una prestazione lavorativa.

La disposizione sopra citata prevede inoltre che tale importo sia annualmente incrementato al 1° gennaio in base alla variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevata dall’ISTAT.

Al fine di garantire l’applicazione di tale norma, il disegno di legge prevede agli articoli successivi non solo il divieto in capo alle Pubbliche Amministrazioni di stipulare contratti o di erogare finanziamenti e contributi ai datori di lavoro inadempienti, ma anche l'erogazione di sanzioni amministrative per importi che vanno da 5000 a 15.000 euro.

Campo di applicazione ed ipotetici effetti del salario minimo orario

Stando a quanto constatato dall’ISTAT, sarebbero 2 milioni e 900 mila i lavoratori che, con l’introduzione del salario orario minimo, potrebbero trarre vantaggio dalle nuove disposizioni in materia di salario orario minimo.

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L’istituto ha inoltre calcolato che tali soggetti gioverebbero di un aumento del loro reddito mensile medio di 82,50 euro e di un conseguente aumento del reddito annuo medio per un importo pari a 1078 euro.

Dal punto di vista del datore di lavoro, spicca l’aumento del costo del lavoro che deriverebbe dall’aumento delle retribuzioni lorde orarie minime, fattore che potrebbe andare ad incidere su un mercato del lavoro già minato dall’attuale situazione economica generale; sono diverse le opinioni che auspicano, a tal proposito, una riduzione del cuneo fiscale allo scopo di non caricare eccessivamente il datore di lavoro dell’onere derivante dall’approvazione del nuovo minimo salariale.

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