Le elezioni europee sono sempre più vicine. Mancano davvero pochi giorni e la politica italiana potrà confrontarsi con quelli che saranno i risultati di una tornata elettorale che si annuncia cruciale per vari aspetti, a partire dal futuro dell'esecutivo. Lega e Movimento Cinque Stelle, a giudicare dagli ultimi scontri dialettici, sembrano aver interrotto la luna di miele, che forse non era mai iniziata, ma che veniva rimpiazzata da un'unità d'intenti rappresentata dal legame dato da un "contratto" e dai buoni rapporti personali tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

C'è chi ritiene le scaramucce verbali degli ultimi tempi una semplice pantomima finalizzata al gioco delle parti in chiave elettorale, ma i dissidi politici e le dichiarazioni poco distensive si moltiplicano. L'ultimo a gettare benzina sul fuoco è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti che ha parlato in una conferenza alla sede della "stampa estera" in Italia.

Nessun rimpasto nei piani della Lega

Giorgetti, in maniera piuttosto stizzita, ha detto di sapere tramite terzi il fatto che la stampa e i media italiani continuano a tirarlo in mezzo ad ipotesi di un nuovo ruolo per lui: dal commissario europeo al premier. "Io - rivela - non ho mai pensato a questo". La prospettiva di un cambio di incarichi per i protagonisti dell'esecutivo è vista come improbabile da Giorgetti che ha sottolineato che, per Salvini come per Di Maio, "non frega niente a nessuno" di possibili rimpasti governativi o di altre manovre tipiche di epoche come la Prima Repubblica.

Giorgetti è onesto nel sottolineare che i risultati delle europee potrebbero influenzare il futuro del governo: "Uno vede il consenso, capisce chi ha sbagliato e dove si è sbagliato.

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Matteo Salvini M5S

Si cerca di correggere per migliorare". Ovviamente sottolinea come questo sarebbe possibile solo nel caso in cui nessuno patisse l'influenza di ripicche o gelosie, tenuto conto che l'interesse dell'esecutivo dovrebbe essere solo quello di fare l'interesse degli italiani".

La vecchia Lega ha le idee chiare

Sono parole abbastanza morbide quelle di Giorgetti che, però, diventano particolarmente dure se si considerano le prospettive regalate dai sondaggi.

Gli ultimi parlavano di una Lega attorno al 30%, ben al di sopra di un Movimento Cinque Stelle, in calo rispetto alle ultime politiche. Lo scenario, dunque, vedrebbe una possibile crisi qualora il Carroccio, forte di un consenso importante alle europee, potrebbe pretendere di dettare le linee guida dell'esecutivo. Ed è chiaro ciò che si troverebbe a chiedere.

"La vecchia Lega - rivela Giorgetti - aspetta con impazienza l'autonomia.

Se il governo del cambiamento non dà una risposta, la vecchia Lega si spazientisce. Gli elettori sono andati a milioni a chiedere quest'autonomia".

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