Teresa Bellanova, negli ultimi giorni, è stata al centro dell'attenzione per la sua nomina a Ministro delle Politiche Agricole. C'è chi ha criticato il suo look estroso in occasione del giuramento al Quirinale e chi il fatto che gli sia stato affidato un dicastero senza che neanche abbia conseguito un diploma di scuola superiore. La sua storia è quella di un bracciante agricola che diventa sindacalista e, un passo alla volta, finisce per arrivare al timone nazionale di un settore che conosce a menadito.

E, nel corso di un'intervista a Repubblica, ha avuto modo di tracciare quelle che potrebbero essere le linee guida della direzione che intraprenderà il Ministero sotto la sua guida.

Vuole rafforzare le filiere 'made in Italy'

Il primo obiettivo di Teresa Bellanova è far si che il settore agricolo possa finire al centro dell'attenzione delle politiche governative. C'è necessità di rinnovare le tradizioni in un campo che fanno dell'Italia un'eccellenza internazionale.

E il Ministro è chiaro nell'esporre quelli che sono i suoi obiettivi. "Se le imprese agricole - ha evidenziato - non trovano continuità nel nucelo familiare, noi assisteremo al loro degrado".

Agricoltura fa rima con natura ed è anche il motivo per il quale il Ministro non manca di mettere in evidenza come il cuore batta per Greta, la ragazza ambientalista, alla luce del fatto che si occupa di agricoltura, quasi in maniera automatica, finisce per curare la natura.

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Obiettivo regolamentare i flussi migratori per l'agricoltura

Tra i punti a cui vorrebbe prestare maggiore attenzione c'è la necessità di "rafforzare le filiere mande in Italy" e la semplificazione della vita degli agricoltori. Il ministro Bellanova, tuttavia, non manca di buttare l'occhio a questioni di cui, verosimilmente, bisognerà occuparsi lavorando unitamente ai responsabili di altri ministeri.

"Occorre - ha evidenziato - contrastare l'illegalità del capolarato e dello sfruttamento degli immigrati".

"La legge - ha messo in risalto - contro i caporali funziona nella parte repressione, ma è alla prevenzione che bisogna puntare".

Sono, infatti, migliaia gli extracomunitari, soprattutto africani, che finiscono per essere impiegati nei campi e, secondo quanto rivela la Bellanova potrebbe esserci necessità che aumentino.

Non a caso tra le priorità, nel corso dell'intervista, ne ha sottolineata una: "La regolamentazione dei flussi dei migranti, essendoci fabbisogno per il lavoro agricolo".

Ed è proprio sui migranti e sull'immigrazione che c'è attesa di capire in che modo il nuovo governo giallorosso traccerà una linea discontinuità con quello precedente dove il tema era affrontato in maniera piuttosto deciso dalla Lega.

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