Aumentare le tasse sul prelievo di denaro contante dagli sportelli bancomat. Per ora si tratta solo di una proposta lanciata dal Centro Studi di Confindustria e dal presidente dello studio legale BonelliErede, ma solo il fatto di aver ipotizzato di mettere direttamente le mani nelle tasche degli italiani per intaccare i loro risparmi ha scatenato un putiferio di reazioni. Tra tutte, spicca quella di Giorgia Meloni.

La leader di Fratelli d’Italia, con un post pubblicato sul suo profilo Facebook, ha puntato il dito contro il neonato governo Pd-M5S, accusato di voler introdurre questo odioso balzello, insieme alla “patrimoniale” e alla “tassa sulle merendine”. Ad onor del vero, nessun membro dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha avanzato proposte in favore di nessuno dei tre temi citati. Ma la Meloni si dice convinta che i giallorossi vogliano fare un “regalo alle banche”.

La proposta di Confindustria: tassa del 2% sui prelievi bancomat oltre i 1.500 euro mensili

La furia di Giorgia Meloni è stata scatenata da un articolo de Il Giornale in cui il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti cita la proposta avanzata da Stefano Simontacchi, presidente del noto studio legale BonelliErede. “Si potrebbe introdurre - spiega Simontacchi - una specie di patrimoniale sul bancomat, un 3-5% di tassazione sui prelievi di contanti che eccedono una soglia considerata fisiologica per le piccole imprese”.

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M5S Pd

Idea non sposata al momento da nessun esponente di M5S o Pd. Stesso discorso vale per la soluzione parallela elaborata dal Centro Studi di Confindustria, la principale organizzazione delle imprese italiane. La proposta di via dell’Astronomia, allo scopo di ridurre l’evasione fiscale, consiste nell’aumentare “gli sconti per chi paga con meccanismi tracciati, (bonifici o carte di credito) e tassare, invece, del 2% i prelievi di contante oltre i 1.500 euro mensili (fonte ItaliaOggi)”.

Le reazioni contrarie: Giorgia Meloni, Confcommercio e Visco

Inevitabile che la proposta di aumentare le tasse sui prelievi bancomat dovesse suscitare immediate reazioni contrarie. “Una tassa in più - scrive in una nota Confcommercio, l’associazione dei commercianti - soprattutto in un momento di perdurante stagnazione dei consumi, non ci sembra francamente una buona idea”. Sulla stessa lunghezza d’onda si piazza Vincenzo Visco, già Ministro delle Finanze durante i governi Prodi-D’Alema (1996-2000).

“La proposta di Confindustria sui contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, questa viene aggirata comodamente”, sentenzia Visco. Ma la più dura di tutti è sicuramente Giorgia Meloni. “Dopo la patrimoniale e la tassa sulle merendine ora arriva pure la tassa sui prelievi al bancomat - posta su Fb la leader di Fd’I - un regalo più grande alle banche che lucrano sulle commissioni di ogni transazione elettronica non si poteva fare!”.

La Meloni se la prende con i, per ora incolpevoli, M5S e Pd, accusandoli di essere “proni ai poteri finanziari” e bollandoli sprezzantemente come “sciuscià delle banche”.

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