L’ex europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi, è stata arrestata questa mattina, 14 novembre, dagli agenti della Guardia di Finanza di Milano. Le accuse che vengono mosse alla fedelissima berlusconiana sono molteplici e gravissime: corruzione, truffa e finanziamento illecito. La Comi si era dimessa dal Parlamento europeo nel giugno scorso, a seguito dell’indagine ‘Mensa dei poveri’ aperta sul suo conto il mese prima, sempre con l’accusa di corruzione. Insieme alla Comi, è finito agli arresti domiciliari anche Paolo Orrigoni, un imprenditore lombardo proprietario della catena di supermercati Tigros, già candidato della Lega a Sindaco di Varese.

Dietro le sbarre è finito invece Giuseppe Zingale, ex direttore dell’Agenzia per il Lavoro Afol. La circostanza che Orrigoni sia legato in qualche modo al partito di Matteo Salvini ha però scatenato gli hater sui social network che, in pratica, accusano i leghisti di essere “ladri” come i berlusconiani.

Il ruolo di Lara Comi: ‘Abile a sfruttare sua rete di conoscenze per trarne profitto economico’

Stavolta Lara Comi rischia di finire seriamente nei guai. Le indagini per presunta corruzione sulla allora parlamentare europea di Forza Italia erano già state avviate nel maggio scorso.

Accuse che avevano costretto la giovane esponente Politica lombarda a rassegnare le dimissioni da Bruxelles. Ma questo gesto non è naturalmente servito a bloccare l’inchiesta sul suo conto. Oggi, 14 novembre, infatti, la Comi si è ritrovata di fronte gli agenti della GdF che l’hanno posta agli arresti domiciliari. Le accuse, come accennato, sono di corruzione, finanziamento illecito e truffa. “Dall'esame degli elementi indiziari - si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip - emerge la peculiare abilità che l'indagata ha mostrato di aver acquisito nello sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre il massimo vantaggio in termini economici”.

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Lara Comi, “nonostante la giovane età”, avrebbe mostrato una “non comune esperienza nel ricorrere a collaudati schemi criminosi” per coprire il giro di tangenti.

Le reazioni social contro Comi e l’imprenditore vicino alla Lega

Insomma, i magistrati descrivono Lara Comi quasi come un Arsenio Lupin in gonnella. Sui social network, invece, come era facile attendersi, i giudizi sono spietati. “Classico caso di allieva che supera il maestro”, scrive qualcuno su Twitter facendo riferimento a Berlusconi.

“Passerà alla storia come quella che rubava ai poveri”, sentenzia un altro. Se il trattamento riservato alla Comi non è certo tenero, stessa sorte tocca all’imprenditore leghista Orrigoni e al partito di Matteo Salvini. “Almeno torna l’attenzione mediatica sull’enorme scandalo tangenti che sta colpendo il sistema di potere regionale lombardo FI-Lega”, fa notare qualcuno. “La Lega ruba come Forza Italia”, non gira invece attorno alle parole un altro utente. Ma i commenti negativi sono innumerevoli.

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