La Suprema Corte di Cassazione ha revocato il provvedimento di obbligo di dimora al sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, del Pd, che 5 mesi fa fu accusato di abuso di ufficio e di falso nell'affidamento dei locali sede della casa di cura per minori, da cui è partito lo scandalo dei presunti affidi illeciti nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni". Per Carletti ci furono gli arresti ai domiciliari, già revocati comunque lo scorso 20 settembre. Infatti, sul presunto scandalo sistema agli affidi illeciti in Val d'Enza, il primo cittadino di Bibbiano venne prima arrestato, poi messo ai domiciliari e poi costretto all'obbligo di dimora, che Cassazione ha revocato.

In altri termini il sindaco, che la Prefettura competente aveva sospeso dal suo ruolo istituzionale, adesso è uomo libero, anche se deve affrontare ancora il processo per le accuse a lui mosse all'interno dell'inchiesta.

Carletti e gli altri 28 indagati dovranno affrontare il processo relativo all'inchiesta partita dalla Procura di Reggio Emilia, ma la notizia sul ritorno ad uomo libero del sindaco di Bibbiano ha generato polemiche a non finire nel mondo politico italiano. Lega, Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia sono stati i partiti che più hanno chiesto spiegazioni su ciò che era accaduto a Bibbiano, visto che nelle indagini era finito dentro anche un esponente del PD, che tra l'altro si era immediatamente autosospeso dal partito.

Adesso il segretario PD Zingaretti e molti altri esponenti dem chiedono le scuse da chi ha usato parole forti nei confronti del partito e soprattutto del sindaco di Bibbiano. Tra queste Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che in merito ha rilasciato una eloquente intervista su Radio 24, durante la trasmissione "24 Mattino".

La Meloni non chiede scusa a nessuno

Su Radio 24 Giorgia Meloni ha risposto alle domande che la conduttrice Maria Latella le ha proposto e tra i tanti argomenti Bibbiano è finito al centro del discorso del leader di Fratelli d'Italia.

"Zingaretti vuole che qualcuno chieda scusa al sindaco di Bibbiano, ma io credo che nessuno debba chiedere scusa", così la Meloni ha risposto alla conduttrice che ha presentato la richiesta del PD e del suo segretario. La revoca dell'obbligo di dimora, così come della precedente ordinanza degli arresti domiciliari, non vuol dire che il sindaco non abbia a suo carico ancora un procedimento giudiziario: questo il contenuto del discorso della Meloni.

In effetti, come dicevamo in premessa, anche Carletti deve rispondere ancora alle accuse partecipando al processo che lo vede imputato, tanto è vero che verso la metà del corrente mese, si dovrebbero chiudere le indagini preliminari.

"Se gli indagati sono o meno colpevoli, saranno i magistrati, con le modalità e le tempistiche che loro riterranno opportune, a stabilirlo", così ha tuonato la Meloni continuando a ribadire il concetto che non ci sia da chiedere scusa a nessuno. Anche un articolo del quotidiano "Il Secolo d'Italia" produce una analisi sulla stessa linea della Meloni. Per il quotidiano diretto da Storace, festeggiare ed essere contenti per la decisione della Corte di Cassazione sul sindaco di Bibbiano è un comportamento poco obiettivo da parte del PD e soprattutto del suo segretario Zingaretti.

Il processo deve ancora andare avanti, perché ci sono inquirenti che hanno avviato indagini perché evidentemente a Bibbiano qualcosa non andava bene.

Critiche anche al PD da parte della Meloni

"Se fosse indagato per un caso simile un sindaco di Fratelli d'Italia, io non lo difenderei a spada tratta come sta facendo Zingaretti", così la Meloni ha contestato il modo di affrontare la questione del Partito Democratico. Alla Meloni non è chiaro il perché il PD dimostri tutto questo accanimento nei confronti della vicenda di Bibbiano: "Non se ne deve parlare perché dentro lo scandalo è finito un rappresentante del PD?" questo il dubbio dell'onorevole Meloni, che continua a chiedere la verità sulla vicenda.

"A noi non interessa il colore politico che ha preso la triste storia di Bibbiano, ma fa specie che Zingaretti ed il suo partito stanno facendo una difesa senza precedenti di un loro uomo coinvolto nello scandalo", così ha chiuso il discorso sulla vicenda la deputata di Fratelli d'Italia, che ha sottolineato il fatto che se al posto di un sindaco PD ci fosse stato un suo uomo, nessuna strumentalizzazione sarebbe stata fatta, perché sarebbero arrivati direttamente i caschi blu dell'Onu.

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