Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella giornata di mercoledì 11 dicembre, tiene un doppio discorso in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, per comunicare lo stato dei lavori in vista del prossimo Consiglio europeo, in programma il 12 e il 13, dove si discuterà anche della revisione del trattato sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che tanto sta facendo discutere la Politica italiana. A Montecitorio il Premier ha illustrato i termini della risoluzione su cui la maggioranza giallorossa sembra aver trovato la quadra durante la notte precedente.

Conte ha invocato più “coesione” tra i leader politici e sfidato ad uscire allo scoperto chi desidera veramente uscire dell’euro. Inevitabili le urla di disapprovazione e i fischi provenienti dai banchi dell’opposizione, soprattutto leghista. Tra i più agitati c’è Claudio Borghi, il deputato della Lega che prima gli dà del “traditore” e poi, su Twitter, attacca a testa bassa: “Silenzio di tomba alla Camera al discorso di Conte”.

Il discorso di Giuseppe Conte a Montecitorio: ‘Chi vuole l’Italia fuori dall’Euro lo dica’

Giuseppe Conte ha inaugurato il suo discorso alla Camera sul Mes rivelando che il governo italiano “intende promuovere, in seno al Consiglio Europeo, una maggiore coesione fra i leader europei”.

Per Conte, infatti, i membri dell’Ue non devono assolutamente dividersi, o “lasciarsi dividere”, in questo delicato momento storico. Il Premier ha rassicurato tutti sul fatto che “la revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e non introduce alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato”. Insomma, nessun timore sul Mes, anche se qualcuno, denuncia Conte, sta cercando di “insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani”, come nel caso del “mal celato auspicio di portare l’Italia fuori dall’Eurozona” o persino dall’Unione europea.

Claudio Borghi critica il Premier: ‘Applausino di pura cortesia per lui’

Anche se Giuseppe Conte non nomina direttamente la Lega, dai banchi dei deputati leghisti si alzano lamenti di disapprovazione e ululati critici. Come già era accaduto in precedenti occasioni, tra i più esagitati c’è Claudio Borghi il quale, dopo essere intervenuto in aula, decide di sfogare tutto il suo risentimento sui social network.

“Silenzio di tomba alla Camera al discorso di Conte”, cinguetta sul suo profilo ufficiale, ribadendo a distanza di pochi minuti lo stesso concetto, ma con termini differenti: “Applausino alla fine di pura cortesia per Conte. Gelo totale in aula. Un imbarazzato deputato del M5S prende la parola e parla di grignudil. Io parlo per quarto”. Al termine del suo intervento l’hashtag #Borghi diventa persino trending. Qualcuno posta addirittura un breve video in cui il deputato leghista dà del “traditore” a Giuseppe Conte. “Noi forse siamo ingenui, ma cosa posso pensare se sento che il trattato sul Mes è stato approvato ed è chiuso?

Che lei è un traditore”, questa l’accusa di Borghi.

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