Massimo Cacciari, filosofo, saggista ed ex sindaco di Venezia, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha parlato della stagione Politica che si sta chiudendo in questo 2019, toccando anche il tema del movimento delle sardine. Per Cacciari è un bene che ci siano ma nel 2020 dovranno decidere cosa poter diventare, perché al momento portano in piazza persone senza dire nulla di concreto.

Cacciari dice la sua sulle sardine

Intervistato da Silvia Truzzi, Cacciari ha commentato il 2019, molto intenso sul piano politico con ben due governi e due maggioranze parlamentari di segno opposto.

Parlando di un appuntamento decisivo per il Partito Democratico e per tutto il centrosinistra, quello delle elezioni regionali in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio, è convinto che il Pd non perderà, perché i candidati del centrodestra sono "impresentabili" e anche perché è in quella terra che è nato il movimento delle sardine.

E alla giornalista che gli chiede se dalle sardine nascerà qualcosa di più propositivo ha risposto in questo modo: "Dovranno decidersi. Certo non possono continuare a portare in piazza migliaia di persone senza dire nulla".

Cacciari mantiene una certa criticità su quella che è stata finora la condotta del movimento fondato da Mattia Santori in occasione della manifestazione di Bologna della Lega dello scorso 14 novembre.

E aggiunge: "Stanno dicendo: governate bene, parlate bene, comportatevi bene, vogliatevi bene. E poi Bella ciao e siamo antifascisti. Mi pare poco più del vuoto". Anche se si professano antifascisti per lui è "poca cosa", e presto dovranno prendere delle decisioni molto importanti sul loro futuro.

"Arriveranno presto a un trivio: o provare a contare qualcosa nel Pd, o mettersi in proprio". Altrimenti il movimento delle sardine avrà la stessa e identica sorte dei tanti girotondi che ci sono stati in passato nel nostro paese. Nonostante questo però per il filosofo è bene "che ci siano".

Le sardine e il team comunicazione

Come ha riportato Open alcuni giorni fa il movimento delle sardine sta cercando di migliorare la propria comunicazione interna ed esterna.

Il bisogno è quello di coordinare i movimenti a livello locale con un'organizzazione più strutturata a livello centrale, in modo da poter programmare eventi, flash mob e manifestazioni in tutte le città italiane, gestendo anche i comunicati stampa con i giornali e gli organi di informazione e i social network.

Come spiega una sardina di Bologna non si tratta di imporre una precisa linea, quanto piuttosto di fare una dichiarazione che non possa essere smentita in seguito da un'altra persona del movimento.

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A breve inoltre verrà lanciato il sito ufficiale delle Sardine. Sarà chiamata piattaforma, ma con la piattaforma Rousseau del Movimento Cinque Stelle non avrà nulla a che fare. Con il sito sarà tutto più semplice, visto che rappresenterà un unico canale di comunicazione del movimento, che così diventerà la principale fonte di informazione delle sardine, dove tutti potranno sapere quali sono le iniziative in programma.

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