Salvini non ci sta ad essere attaccato da Fabio Volo e Fedez. Allo scrittore e al rapper ha replicato di non prendere lezione da "milionari di sinistra". Il 'caso citofono'' è tutt'altro che esaurito e lo scontro coinvolge anche personaggi non della Politica ma dello spettacolo. Come ormai è noto, il leader della Lega, giorni fa era in campagna elettorale a Bologna in vista delle imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna. Nel periferico quartiere Pilastro si è reso protagonista di un gesto finora senza precedenti nella storia politica italiana.

Su segnalazione di una donna, è andato a citofonare a casa di una famiglia di origine tunisina per individuare un presunto spacciatore. Un blitz che, oltre a diventare un caso diplomatico con la Tunisia che ha chiesto le scuse ufficiali, ha scatenato polemiche e contestazioni a distanza con i due artisti. Prima con Fabio Volo che nella diretta della sua trasmissione mattutina su Radio Deejay ha insultato pesantemente Salvini. "Vai a suonare ai camorristi se hai le p...e, str...o, non da un povero tunisino che lo metti in difficoltà.

Fallo con i forti lo splendido, non con i deboli", gli ha detto. Ma se Volo è stato 'fermato' dal direttore della radio, Linus, d'accordo con lui nella sostanza, ma non nei toni usati, la polemica è poi proseguita con Fedez.

Salvini: 'Non prendo lezioni di antimafia da milionari di sinistra'

Una volta innescato, il meccanismo del botta e risposta a distanza, è proseguito inarrestabile. Salvini, giovedì sera era ospite del programma di Rete 4, Diritto e Rovescio, condotto da Paolo Del Debbio.

In collegamento con lo studio ha colto l'occasione per replicare piccato agli attacchi di Volo e Fedez. Il marito di Chiara Ferragni, infatti, dopo l'esternazione del conduttore radiofonico e scrittore, era a sua volta intervenuto sulla vicenda del citofono pubblicando sui social un commento apparentemente più pacato di quello di Volo perché non contiene insulti, ma dai toni sarcastici. Fedez aveva scritto: "Stamattina mi imbatto in questo video dove in sostanza una signora dice al buon Salvini che il tipo del primo piano spaccia e lui decide di dare vita a questo teatrino”.

Poi aveva aggiunto: “Sembra banale dirlo, ma in uno stato di diritto non dovrebbe essere la portinaia del condominio a dare l’etichetta di spacciatore. Il buon Matteo forse voleva vestire i panni del giustiziere, mi è sembrato più un testimone di Geova mancato".

Salvini ha replicato marcando la differenza tra lui e i due artisti: ha sostenuto che mentre Fedez e Volo facevano, giustamente, i soldi scrivendo libri e canzoni, lui da Ministro dell'Interno si batteva contro le mafie. "In un anno da Ministro, grazie all’ordine pubblico e al sistema di sicurezza italiana, ho contribuito alla confisca di sette miliardi di euro di ville, conti correnti e macchinoni a mafia, camorra e ‘ndrangheta".

Ha ricordato orgogliosamente di aver dato il primo colpo di ruspa a una villa confiscata ai Casamonica nella periferia romana che ora accoglie un giardino e una biblioteca per i bambini, e per questo è stato minacciato di morte. "Lezioni di antimafia da questi due milionari di sinistra non ne prendo, con tutto l'affetto per i milionari di sinistra", ha detto.

Salvini, controreplica di Fedez

Non è tardata ad arrivare la controreplica del cantante che si è espresso con un tweet 'rovente'.

Rivolgendosi a Salvini, gli ha espresso a sua volta quella che sarebbe la differenza tra lui e loro. Ha scritto che sia lui che Volo guadagnano onestamente senza pesare sulle tasche di nessuno. Per poi aggiungere rivolto a Salvini: "Il tuo partito è costato agli italiani 49 milioni di euro. Io ero a Ibiza questa estate e faccio il rapper, tu eri al Papeete ed eri il Ministro dell’interno. That’s it".

Salvini e Fedez, punzecchiature antiche

Non è cosa nuova che tra il leader della Lega e il rapper ci sia un rapporto a dir poco 'controverso'.

Nel 2016, nel presentare una canzone spot di una marca di gelati, Fedez apparve in un video facendo un gesto ben poco signorile, il dito medio, rivolto a Salvini citato nel brano. L'ultimo intervento del cantante sull'ex vicepresidente del Consiglio risale a un anno fa quando, in occasione della presentazione dell'album Paranoia Airlines era intervenuto a proposito della politica dei porti chiusi di Salvini. "Si può essere d'accordo o meno con lui, sul chiudere i porti e sul resto, e io non lo sono, ma rispetto la democrazia e riconosco che non ce la si può prendere con lui perché è stato votato da italiani in coscienza, e sta facendo esattamente ciò che aveva promesso".

E Salvini, all'indomani della vincita al Festival di Saremo di Mahmood con il brano 'Soldi', record di vendite e di visualizzazioni su Youtube, aveva detto, sarcasticamente, "Preferisco Fedez". Per poi aggiungere: "Ho sentito l’ultimo pezzo di Fedez, non è male, non mi sta molto simpatico ma se fa una cosa gradevole è gradevole". Punzecchiature antiche che hanno trovato ottimi pretesti per riattivarsi. Ed è facile prevederne altre.

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