Intervenendo stamattina nel corso del programma L'aria che tira, in onda su La 7, l'ex magistrato Carlo Nordio difende l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, che rischia di andare a processo anche per il caso della nave Open Arms. Secondo Nordio lo Stato ha non solo il diritto ma anche il dovere di tutelare i confini e di controllare le persone che entrano all'interno di un Paese. E conferma che a lui i processi che riguardano il leader della Lega suscitano "perplessità".

Le parole di Nordio su Salvini

L'ex magistrato Carlo Nordio ha le idee chiare sui processi che potrebbero toccare l'ex titolare del Viminale e parla chiaro. A suo avviso, infatti: "lo Stato ha il dovere, e non solo il diritto, di tutelare i propri confini e di controllare gli ingressi". Questo aspetto vale sempre e in ogni momento. E vale ancor di più "in caso di emergenza sanitaria come quello attuale per il pericolo di contagio di un'epidemia", oltre che per i "sospetti terroristi, e per i sospetti trafficanti di sostanze stupefacenti".

Vuole ricordare, inoltre, che alcuni giorni fa una nave da crociera italiana con 6mila persone a bordo è stata bloccata in porto, in quanto si temeva che ci fossero due persone a bordo che erano state contagiate dal Coronavirus.

I processi 'destano perplessità'

Tornano alla questione degli sbarchi di migranti, Nordio ha aggiunto che "il controllo dei confini è un controllo di discrezionalità Politica".

L'ex magistrato, inoltre, aggiunge che "questi processi destano perplessità", riferendosi senza dubbio alle vicende giudiziarie che riguardano Matteo Salvini quando ricopriva l'incarico di ministro dell'interno per il caso della nave Gregoretti e da ultimo per il caso della nave dell'ong Open Arms. In quelle circostanze Salvini impedì la concessione di un porto sicuro alle due navi che avevano tratto in salvo migranti nel Mar Mediterraneo.

Il caso Open Arms

Nelle 114 pagine è contenuto l'atto di accusa con il quale il Tribunale dei Ministri di Palermo ha chiesto una nuova autorizzazione a procedere nei riguardi di Matteo Salvini per il caso dell'imbarcazione della Open Arms. La nave, che era stata soccorso nella zona Sar libica il 1°agosto, rimase in mare per diciannove giorni in attesa dell'autorizzazione allo sbarco del Ministero dell'Interno. A bordo c'erano 164 persone.

A Salvini è stata contestata una condotta illegittima ed è accusato del reato di 'sequestro di persona'. L'ex titolare del Viminale, dunque, potrebbe essere contestato per aver violato le convenzioni internazionali sul soccorso in mare.

A far luce sulla vicenda potrebbero esserci le mail scambiate da Salvini con il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Come per il caso Gregoretti, bisognerà inoltre accertare se si trattano di responsabilità collegiali o esclusivamente del ministro.

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