Nella puntata di ieri del Festival di Sanremo Roberto Benigni ha ironizzato su Matteo Salvini. Il comico toscano, dopo l'omaggio a Federico Fellini e ad Alberto Sordi, ha incentrato il suo discorso sul Cantico dei Cantici, e non ha risparmiato alcune frecciatine al leader della Lega. Il diretto interessato quest'oggi ha voluto rispondere e ha detto che le stanno tentando tutte pur di insultarlo, passando dalle aule giudiziarie fino a Sanremo. Dopo le polemiche relative al suo compenso non sono mancate anche quest'oggi le critiche al comico toscano.

Le parole di Salvini su Benigni

"Pur di insultare Salvini da Sanremo al Tribunale di Palermo le provano tutte". Queste le parole di Matteo Salvini, intervenuto quest'oggi a Radio Radio. "Ma io vado avanti a testa alta, è ridicolo". E aggiunge che nell'era dei social network spiace dover dare l'immagine alla sua famiglia di un papà "delinquente" che potrebbe andare in carcere.

Il leader della Lega ammetto di non aver seguito la puntata, ma tiene comunque a dire la sua, in un momento certamente non facile della sua carriera Politica.

Tra pochi giorni infatti l'aula del Senato dovrà esprimersi sull'autorizzazione a procedere per il Caso Gregoretti.

A Sanremo Benigni scherza su Salvini

Nel suo intervento sul palco dell'Ariston Roberto Benigni ha esordito subito scherzando sul leader della Lega. Rivolgendosi al conduttore Amadeus ha detto: “Hai raggiunto cifre immense. Ti hanno dato pieni poteri", con un chiaro riferimento a quei “pieni poteri” chiesti proprio da Matteo Salvini ai cittadini italiani in occasione della crisi di governo lo scorso agosto.

Poco dopo il comico toscano ha continuato con la sua tipica ironia, commentando il noto episodio della citofonata del leader della Lega quando era al quartiere Pilastro di Bologna, a pochi giorni dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna. Riferendosi al sistema di voto per gli artisti in gara, molto diverso rispetto a quando lui era il conduttore molti anni fa, ha detto: "So che il sistema quest’anno è diverso.

C’è la giuria, si può votare per telefono e anche per citofono".

E poi aggiunge tra le risate del pubblico: "Uno arriva qui in via Matteotti, citofona e dice ‘Ci hanno detto che qui c’è gente che canta', e così puoi votare”.

La critica di Fusaro a Benigni

L'apparizione di Roberto Benigni a Sanremo, come accade per ogni intervento sulla rete pubblica, ha generato molte polemiche. Questa mattina il filosofo Diego Fusaro, da sempre molto vicino alle posizioni sovraniste e critico verso gli intellettuali del campo progressista, ha sottolineato come il comico toscano "abbia rinnegato il comunismo rosso" per convertirsi al "fucsia e all'arcobaleno degli united colors della mondializzazione classista".

Non contento il filosofo, commentando la rilettura del Cantico dei Cantici, ha detto che il comico "ha assestato un colpo ulteriore al cristianesimo e alla trascendenza". Il suo intervento si caratterizza infatti per una "scristianizzazione che è coerente con il nichilismo immanentistico della civiltà dei mercati".

Le polemiche su Benigni prima del Festival

Già due settimane fa, quando erano iniziati a circolare i primi rumors sui compensi del Festival, erano arrivate le prime reazioni negative alla presenza di Roberto Benigni in occasione della 70° edizione del Festival di Sanremo. Il cachet di 300mila per l'artista sarebbe secondo molti esagerato e non stupisce se alcuni esponenti del centrodestra abbiano reagito con indignazione a questa indiscrezione.

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, aveva commentato su Twitter sottolineando che si trattava di uno "sperpero ignobile".

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