La situazione Politica italiana è sempre ricca di imprevisti. Quella tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi sembra essere più una tregua armata che una pace. In attesa del loro incontro, annunciato per la prossima settimana, non si può escludere nessuno scenario né nel breve periodo che nel lungo. Se dovesse però cadere il Governo non è così facile trovare una finestra elettorale immediata per recarsi alle urne.

Il 29 marzo gli italiani alle urne per il referendum sul taglio dei parlamentari

Domenica 29 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per esprimersi sulla riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari. La riforma riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. È altamente probabile la vittoria del sì alla riforma e non è neppure previsto il quorum. Se anche il Governo dovesse cadere nelle prossime settimane, da qui al 29 marzo non ci sarebbero nemmeno i tempi tecnici per andare al voto.

Se vincerà il sì cambierà il numero dei parlamentari da eleggere. Quindi occorrerà avviare anche un lavoro di ridisegno dei collegi elettorali che erano tracciati sulla base di un numero maggiore di persone da eleggere. Per questa operazione, sicuramente non facile e immediata, sono previsti 60 giorni e quindi si arriva al mese di giugno. Periodo nel quale, con ogni probabilità il 31 maggio, si svolgeranno anche le elezioni Regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto.

In estate una possibilità di andare a votare si aprirebbe. Considerato che in Italia non si è mai votato ad agosto per le Elezioni politiche, la prima data possibile potrebbe essere quella di domenica 6 settembre. Ma anche qui la strada non è così semplice visto che le elezioni comporterebbero un Governo con i pieni poteri solo ad ottobre con tempi molto stretti per preparare ed approvare la Legge di Bilancio.

La 'vera' finestra elettorale sembra quella della primavera 2021

Approvata la Legge di Bilancio, non sembrano esserci più ostacoli per il ritorno alle urne. Considerati i tempi tecnici per lo scioglimento delle Camere, la primavera del 2021 sembra essere il momento giusto in caso si rendesse necessario tornare al voto. Perché poi c'è una ulteriore complicazione nei mesi successivi. Nella seconda parte del 2021 scatta infatti il 'semestre bianco', ovvero gli ultimi sei mesi di mandato del Presidente Sergio Mattarella che non può sciogliere le Camere. In quel periodo il voto anticipato non è una soluzione praticabile.

Mattarella è stato eletto Capo dello Stato il 31 gennaio 2015.

Gli scenari in caso di crisi del Governo

Difficile anche ipotizzare gli scenari in caso di crisi di Governo. Giuseppe Conte, anche se dimissionario o sfiduciato dal Parlamento, potrebbe accettare di rimanere in carica portando il Paese al voto. Se fosse indisponibile a rimanere a Palazzo Chigi, e non dovesse formarsi una nuova maggioranza con altri parlamentari che vadano a sostituirsi al governo ai renziani, potrebbe nascere un cosiddetto Governo di transizione elettorale col solo compito di gestire gli affari correnti, ridisegnare i collegi e portare al voto a settembre.

Ovvio che se dovesse nascere un Governo Conte III o un Governo con la stessa attuale maggioranza ma con un altro Presidente del Consiglio il discorso delle urne non sarebbe più attuale. Più improbabile - ma nella politica italiana non c'è mai da escludere nulla - sembra essere l'ipotesi di un esecutivo istituzionale o tecnico con un accordo esteso tra le forze politiche.

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