Luca Zaia ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera. Nell'edizione del 19 maggio, il quotidiano ha interpellato il governatore del Veneto ad esprimersi su vari temi legati all'attualità. In particolare il presidente della Regione, esponente della Lega, ha evidenziato l'importanza dell'autonomia decisionale avuta sul tema sanità in relazione all'emergenza sanitaria in atto.

A ciò Zaia ha aggiunto la consapevolezza che questo non può essere il momento di abbassare la guardia contro un nemico invisibile che, senza un atteggiamento responsabile, rischia di tornare a far paura.

Luca Zaia difende l'autonomia delle Regioni sulla Sanità

Luca Zaia è, da tempo, sostenitore dell'autonomia delle regioni, tema che è da sempre uno dei cavalli di battaglia del suo partito, la Lega. Lui, però, ci tiene a sottolineare come la cosa non equivalga a una "una sottrazione di potere" per il governo centrale, ma ad "un'assunzione di responsabilità" da parte degli amministratori. A suo avviso il fatto che la sanità sia, per buona parte, già delegata alle Regioni sarebbe stato un vantaggio nella fase emergenziale in atto. Una considerazione che si contrappone a quella di coloro che non hanno gradito le strategie delineate "a macchia di leopardo" sul territorio nazionale.

Secondo Zaia qualora fosse stato tutto gestito da Roma si sarebbero corsi rischi sensibilmente maggiori.

Il governatore manifesta l'intenzione di non fare polemiche, ma non manca di segnalare qualche criticità relativa alla coordinazione con il governo centrale. "Sono mancate - ha detto - le indicazioni basilari. Abbiamo sentito che le mascherine ai non malati non servivano, ne abbiamo sentito tante. Qui, tutto è accaduto per nostre scelte, a partire dalla chiusura di Vo' Eugeneo".

Il Veneto, tra l'altro, si è contraddistinto per la scelta di fare tamponi in maniera massiva, scegliendo una strada che, almeno inizialmente, a livello nazionale andava in un'altra direzione.

Zaia non gradisce l'euforia per la riapertura

I numeri epidemiologici del Veneto sono attualmente molto più bassi rispetto a marzo.

Tuttavia, Zaia non abbassa la guardia. "In queste ore - segnala - mi preoccupa l'euforia. E poi continuo a sentire stranezze complottiste e terrapiattiste sul fatto che l'epidemia non esista. Su queste basi qualcuno si ribella alla mascherina".

Zaia, in tal senso, aggiunge: "Bisogna rigare dritti. Il virus non avrà più la mitragliatrice, ma resta un ottimo cecchino".

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