Paolo Del Debbio, con un editoriale pubblicato su La Verità, pone la propria attenzione sulla questione migranti. Il conduttore di 'Dritto e rovescio' ha manifestato perplessità rispetto al fatto che la sanatoria contenuta all'interno del Decreto Rilancio possa rappresentare qualcosa di risolutivo rispetto alle problematiche relative all'immigrazione e allo sfruttamento in agricoltura. In particolare ha segnalato come la norma, fortemente voluta dalla ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, potrebbe palesare i propri limiti nel momento in cui la crisi economica dovesse accentuarsi, abbassando la richiesta di manodopera o quando il compito nei campi da parte dei lavoratori extracomunitari sarà esaurito.

Paolo Del Debbio perplesso sulla sanatoria

Paolo Del Debbio manifesta un punto di vista critico nei confronti della norma contenuta nel Decreto Rilancio. Segnala, infatti, come Confagricoltura Abruzzo sia riuscita a reclutare 300 persone (probabilmente italiane o comunque già regolarizzate prima e con altri parametri). "Non è vero - evidenzia - che non c'è chi è disponibile a non far marcire frutta e verdura". Pensiero che mira a confutare la tesi secondo cui la manodopera degli irregolari sarebbe una necessità per le imprese italiane. "Non sarà mica - incalza - un caso se le due associazioni più rappresentative del mondo agricolo, Coldiretti e Confagricoltura, si erano dette contrarie a questo provvedimento". A suo avviso associazioni di questo tipo avevano opinione contraria rispetto alla strategia messa in atto del governo, semplicemente perché conoscendo meglio degli altri la situazione auspicavano soluzioni diverse dalla sanatoria.

"Parlarono - scrive Del Debbio - di voucher, di corridoi verdi per la manodopera come fatto in Francia e Germania".

Del Debbio parla di scenari difficili dopo la crisi

Secondo Del Debbio Teresa Bellanova avrebbe dovuto parlare di sanatoria come strada ideologica, senza però "vestirla come una necessità per l'agricoltura".

Il giornalista non è perciò convinto della tesi allo spiegare la sanatoria con l'intenzione di mettere luce agli 'invisibili' e lottare contro il caporalato. Il conduttore di 'Dritto e Rovescio' mette in evidenza quelli che, a suo avviso, potrebbero essere presto nuovi scenari negativi. "Faremo i conti che - evidenzia - ad occhio e croce, non torneranno, perché il dopo-crisi sarà caratterizzato da tanta disoccupazione".

Ciò che pare inquietarlo di più sarà il futuro dei nuovi regolari: "Una volta colta la frutta e la verdura cosa sceglieranno: l'aria? O saranno di nuovo in giro, nelle baraccopoli di centinaia di persone?". Interrogativi che potrebbero pesare.

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