"Una preghiera per don Roberto, ucciso a Como da un immigrato clandestino". Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato con questo primo messaggio l'assassinio di don Roberto Malgesini, invitando a rivolgere una preghiera per ricordare il prete ucciso il 15 settembre. Alle 7 di mattina di questo giorno il presunto omicida, di origine tunisina, lo avrebbe aggredito presso la piazza di San Rocco, lasciando a terra il corpo del parroco ormai privo di vita. Un'ora dopo ha deciso di dichiararsi colpevole presso la stazione dei carabinieri. Ora, a condurre l'indagine sarà il pubblico ministero Massimo Astori.

L'ex vicepremier ha poi dedicato un pensiero agli italiani e a tutti quegli immigrati "perbene" che seguono la legge e che "amano il paese e rispettano la vita".

Matteo Salvini: 'troppi immigrati clandestini'

Matteo Salvini ha proseguito il suo attacco diretto nei confronti degli immigrati non regolari presenti sul territorio nazionale in occasione del comizio a Bondeno (Ferrara), dove ha attribuito la responsabilità della tragica vicenda agli sbarchi irregolari.

"Un parroco è stato ucciso a coltellate da uno dei troppi immigrati clandestini che sono irregolarmente in questo paese".

Il leader della Lega ha infine ricordato il don come un "prete che amava gli ultimi", esprimendo la sua solidarietà per il fatto accaduto, invitando il pubblico a una generale preghiera per la sua morte e acclamando affinché venga fatta giustizia per la tragedia avvenuta.

Chi era don Roberto

Don Roberto Malgesini aveva 51 anni ed era conosciuto presso la città di Como come "il prete degli ultimi", data la sua grande solidarietà nei confronti dei migranti e dei senzatetto, che assisteva prontamente e ai quali portava la colazione calda ogni mattina. Il don era un riferimento per tutta la città di Como, ma in particolare per la comunità locale straniera, la quale si rivolgeva a lui per ogni esigenza e necessità.

"Roberto era una persona semplice, voleva solo fare il prete [...] Qui lo conoscevano tutti, gli volevamo tutti bene" l'ha ricordato così il rettore della basilica di Sant'Abbondio, don Andrea Messaggi.

Il sospettato è un senzatetto con problemi psichici, ma anche uno dei tanti migranti che il parroco conosceva e a cui prestava assistenza.

"Quando avevamo bisogno di aiuto è a lui che ci rivolgevamo", hanno infine ricordato diversi esponenti della comunità straniera locale, accorsi in lacrime sul luogo dell'omicidio.

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