Si torna a parlare di tassa patrimoniale. A farlo è l'ex editore di Repubblica, Carlo De Benedetti, ora editore del nuovo quotidiano Domani. Ospite di Lilli Gruber nel talk show Otto e mezzo, nella puntata andata in onda su La7 martedì 15 settembre, De Benedetti tocca diversi temi dell'attualità Politica. Dopo aver largamente presentato la sua nuova avventura editoriale, l'ingegnere assegna a Matteo Renzi la responsabilità di una eventuale sconfitta del centrosinistra in Toscana. Parla anche dell'ipotesi Bonaccini segretario del Pd al posto di Nicola Zingaretti. Ma soprattutto, rispondendo ad una domanda della conduttrice, si dice favorevole all'introduzione della patrimoniale in Italia.

Carlo De Benedetti ospite di Otto e mezzo

In apertura della sua intervista, rilasciata a Lilli Gruber nello studio di Otto e mezzo, De Benedetti si sofferma sulla pubblicazione del suo nuovo quotidiano. Racconta i particolari di un recente incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Gli fa piacere che nasca un nuovo giornale e la ritiene una cosa importante", rivela. Poi la stoccata contro Matteo Renzi: "Se in Toscana il Pd perde è colpa sua, il candidato l'ha voluto lui".

Infine dice la sua sull'ipotesi che il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini possa diventare segretario del Pd al posto di Zingaretti in caso di sconfitta alle elezioni Regionali. "Nel Pci c'era una vecchia regola: gli emiliani dovevano amministrare e i non emiliani dovevano governare. Mi risulta che Bonaccini voglia fare il Primo Ministro e non il segretario", afferma De Benedetti.

De Benedetti favorevole alla patrimoniale

Ad un certo punto, Lilli Gruber gli domanda se a suo modo di vedere sarà necessario introdurre una tassa patrimoniale.

"Io lo sostengo da vent'anni", replica immediatamente De Benedetti. La conduttrice è perplessa del fatto che si possa sostenere di volere introdurre nuove tasse anche "in tempi di pandemia". Ma De Benedetti è convinto. "Assolutamente sì", ribadisce l'editore di Domani, affermando di partire dal "punto di vista svizzero".

'Patrimoniale esiste anche in Svizzera, non invasa da orde di comunisti'

De Benedetti ricorda ironicamente che la Svizzera non è uno Stato che durante la sua storia "è stato invaso da orde di comunisti".

Ma proprio lì "esiste una patrimoniale con aliquota modesta, ma annuale". E lui, in quanto cittadino svizzero, dice con orgoglio, "oltre che italiano, la pago. E la trovo una forma doverosa". Gruber ne deduce che, secondo lui, il governo guidato da Giuseppe Conte dovrebbe dunque introdurre una tassa patrimoniale. "Ma non lo farà, non lo farà assolutamente", risponde secco l’ingegnere. "Perché nessun governo vuole mettere delle tasse", chiosa allora la giornalista.

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