Il nuovo Dpcm del governo con le norme anti coronavirus continua a far discutere il mondo della Politica. A poche ore dal varo del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri, il sociologo Luca Ricolfi ne discute con l'europarlamentare del M5S, Fabio Massimo Castaldo, durante L'aria che tira. L'atmosfera nello studio del talk show di La7 condotto da Myrta Merlino si surriscalda subito. Ricolfi, infatti, non risparmia dure critiche al governo, accusandolo di aver "fatto la frittata" per non aver fatto tutto quello che si poteva fare durante questa emergenza, compresi i tamponi. Responsabilità del governo Conte acuite dal fatto che la maggioranza che lo sostiene rappresenti solo una minoranza degli italiani.

Ricolfi commenta il Dpcm del governo: 'Incredibile invasione della privacy'

Myrta Merlino chiede a Luca Ricolfi di commentare il contenuto del Dpcm approvato poche ore prima dal governo. "Questa domanda mi mette abbastanza in imbarazzo - si schermisce inizialmente il suo ospite prima di colpire duro - nel senso che non ho una risposta netta. Sono combattuto tra il fatto che trovo incredibile una simile invasione della privacy. E anche del settore privato perché le farmacie sono senza vaccini. Trovo incredibile che ci possa essere un governo che praticamente ha la possibilità di fare qualsiasi cosa e non rappresenta tutta la nazione, ma rappresenta una minoranza. Dall'altro lato, capisco anche che siamo in una situazione difficile".

Lo sfogo del professore contro il Dpcm del governo: 'Umiliante'

Ma la sua riflessione non termina qui. "Mi permetto solo di dire una cosa - prosegue Ricolfi puntando sempre il dito contro il governo e il nuovo Dpcm - loro hanno fatto la frittata. Se siamo in questa situazione drammatica è perché non è stato fatto tutto ciò che andava fatto e che è stato richiesto da molti di noi.

Da Crisanti, tra gli altri, fin da aprile-maggio c'è stata questa richiesta di più tamponi. È dimostrato che il numero di tamponi determina il numero di morti, ci sono studi chiarissimi su questo punto - sostiene il professore - allora, loro hanno fatto la frittata e dato che l'hanno fatta non intervenendo sui tamponi e sui trasporti pubblici, ora chiedono a noi di togliergli le castagne dal fuoco.

E noi lo faremo come sempre, obbedienti. Però è umiliante".

Lo scontro Ricolfi-Castaldo

Myrta Merlino gli dà sostanzialmente ragione. Ma il suo intervento non fa altro che acuire l'indignazione di Ricolfi. "Non ci vengano a dire che si stanno sforzando, che tra qualche mese ci saranno (più tamponi, ndr). No, dovevate farlo prima. Le code sono la prova provata della vostra incapacità", il sociologo accusa il governo e, indirettamente, Castaldo lì presente in collegamento. Il suo interlocutore replica allora citando gli esempi dei nostri partner europei. Paesi come Gran Bretagna, Francia che solitamente vengono visti come "esempi di organizzazione". In Belgio, ricorda l'europarlamentare M5S, al momento ci sono il doppio di positivi al coronavirus rispetto all'Italia.

Ma Ricolfi lo invita a guardare i dati di Germania e Corea del Sud e la diatriba sul Dpcm si chiude.

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