Matteo Bassetti torna a parlare di coronavirus. Lo fa dai microfoni di Coffee Break, trasmissione di La 7. L'infettivologo del San Martino di Genova è una voce contraria all'allarmismo. Anche adesso che il bollettino dei contagi racconta come il Coronavirus sia tornato a correre veloce tra la popolazione, la sua analisi della situazione sembra essere un invito a vedere il bicchiere mezzo pieno. Idea che nasce da una maggiore capacità di fronteggiare gli eventuali sintomi dell'infezione della medicina e anche dalla necessità di mettere da parte la paura. Quella che, secondo Matteo Bassetti, sarebbe messa in circolo dalle voci che si esprimono sulla situazione.

Coronavirus: bollettino dei contagi in netta salita, Dpcm appena uscito

In Italia il livello d'allerta si è innalzato per effetto delle migliaia di casi rintracciati ogni giorno e certificati dal bollettino dei contagi diffuso dal Ministero della Salute. "Sono preoccupato - ha detto Matteo Bassetti - come tutti. In qualche modo, negli ultimi dieci giorni, c'è stata una discreta escalation. Siamo passati da una percentuale di positivi del 2% sui tamponi fatti", rimasta invariata per circa due mesi. Mentre "negli ultimi giorni siamo andati al 4-5%":

La situazione rischia, perciò, di diventare meno controllabile sotto il profilo epidemiologico. Molti dei casi sono asintomatici e oggi sembra esserci una situazione sanitaria che ha ancora margini per affrontare eventuali peggioramenti.

Per evitare il peggio il Governo ha disposto nuove restrizioni con l'ultimo Dpcm. Secondo Bassetti, al di là di tutto, occorre mantenere i nervi saldi e avere chiari alcuni concetti. Il primo è tenere lontano l'allarmismo fine a se stesso. In tal senso si percepisce qualche frecciata nei confronti di chi opera nel suo stesso settore.

"Dobbiamo - ha detto l'infettivologo - tenere la barra dritta. C'è troppo allarmismo, c'è troppa paura da parte di alcuni miei colleghi. Io personalmente sono assoluto nemico della paura".

Coffee Break: Bassetti racconta ciò che sta vedendo con i suoi occhi

Il riferimento va a quello che accade con le persone che si troverebbero impaurite da possibili sintomi.

Bassetti racconta ciò che sta avvenendo nella sua struttura. "Arriva - ha rivelato - la gente con cinque lineette di temperatura e pretende di essere ricoverata perché ha paura di morire. Qualcuno gli ha detto che oggi si muore ancora di coronavirus. Qualcuno morirà ancora di questa infezione, come si è sempre morti di infezioni. Oggi però questa è molto più gestibile".

Bassetti, inoltre, parla anche dei numeri relativi alle ospedalizzazioni. "Abbiamo ottantamila persone contagiate e quattromila ricoverate. ll primo di aprile - evidenzia - ne avevamo 40.000. 420-430 in terapia intensiva contro le 4000. Siamo più bravi a intercettare i nostri pazienti, a curare a gestirli".

L'invito dell'infettivologo è quello di rispettare le regole ed evitare che il Sars-Cov2 si diffonda, ma il suo monito è chiaro.

"Meno allarmismo, meno paura. La paura - ha concluso - è peggior consigliera con cui vivere. Se andremo in autunno-inverno con la paura che tutti moriremo di Covid sarà un disastro".

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