L'emendamento della Lega sul terzo mandato per i governatori, a prima firma di Massimiliano Panizzut, è stato dichiarato "non ammissibile" dalla Presidenza della Camera. L'annuncio è stato dato dal presidente di turno Fabio Rampelli durante la seduta parlamentare dedicata alla discussione sulla legge elettorale.

La motivazione dell'inammissibilità, comunicata in seduta, risiede nel fatto che la proposta è stata considerata "estranea ai contenuti" della legge elettorale in esame. L'emendamento, pertanto, non potrà essere discusso o votato nell'attuale iter legislativo sulla riforma elettorale, bloccando l'iniziativa che mirava a estendere i limiti di mandato per i presidenti di regione.

La proposta della Lega e la decisione della Camera

L'emendamento, presentato dalla Lega e firmato da Panizzut, puntava a introdurre la possibilità di un **terzo mandato** per i presidenti delle regioni. La Presidenza della Camera ha però stabilito che tale proposta non rientrava tra gli argomenti trattati dal testo della leggeelettorale, escludendola dalla discussione.

La decisione è stata resa pubblica dal presidente di turno Fabio Rampelli, che ha specificato la natura "estranea" della proposta. Questo blocco procedurale evidenzia la rigorosa applicazione delle norme regolamentari che governano i lavori parlamentari.

Il ruolo della Presidenza della Camera nel processo legislativo

La Presidenza della Camera dei Deputati valuta l'ammissibilità degli emendamenti.

Secondo il regolamento, questi devono essere attinenti alla materia trattata. Proposte considerate estranee o non pertinenti all'oggetto principale della legge vengono dichiarate inammissibili e non sono sottoposte al voto dell'aula.

Nel caso della legge elettorale, la Presidenza ha applicato tali criteri, escludendo l'emendamento della Lega sul **terzo mandato per i governatori**. Questa valutazione, prevista dal regolamento, rappresenta una prassi consolidata nell'attività legislativa della Camera dei Deputati, garantendo la coerenza del dibattito.