Roberto Castelli, figura storica della Lega delle origini e fondatore del Partito Popolare del Nord dopo aver lasciato il Carroccio nel 2023, ha offerto la sua prospettiva sulle recenti tensioni interne al movimento, in particolare quelle che stanno animando il dibattito in Lombardia. Interpellato in merito alla richiesta di un passo indietro di Matteo Salvini, avanzata dal governatore lombardo Attilio Fontana, Castelli ha espresso un commento incisivo: «Spezzo una lancia a mio favore: forse noi le cose le abbiamo visto prima. O forse anche loro, ma non avevano il coraggio di uscire allo scoperto.

Il rammarico è che si sono svegliati così tardi. Ma meglio tardi che mai».

Castelli ha ribadito la sua convinzione, maturata già da anni, che fosse «evidente ormai che questa Lega avrebbe tradito la sua vocazione e sarebbe finita male». L'ex ministro ha chiarito di aver fondato il Partito Popolare del Nord non per perseguire ambizioni personali o di carriera, ma con l'obiettivo primario di mantenere saldi e affermare determinati valori. «Se questi valori ritornano – ha aggiunto – e se pezzi di Lega facessero ammenda e tornassero sui valori di una volta, ben venga. Io continuo a lavorare per riunire le forze autonomiste e federaliste sparse per il Nord. Colloquiamo con tutti, anche perché il vantaggio che ha Roma in questo momento è che tutti questi movimenti sono polverizzati.

Se riuscissimo a metterci insieme, magari faremmo una discreta massa critica».

Il dibattito interno al Carroccio e le proposte per il Nord

Commentando l'ipotesi, avanzata proprio da Attilio Fontana, di istituire un'associazione come spazio di confronto privilegiato sui temi cari al Nord, Castelli ha osservato con una punta di rammarico: «Guarda caso, lo stesso percorso che avevo fatto io, ma con ben altra autorevolezza». Ha poi precisato di non voler infierire sulle attuali difficoltà che attraversano le fila della Lega, ma ha evidenziato una preoccupazione di natura più umana: «C'è una serie di ex ragazzotti che hanno fatto una grande carriera e sono preoccupati per il loro futuro. Penso al cerchio magico di Salvini: molte di quelle persone non ha mai visto un lavoro vero nella propria vita...».

Concludendo il suo intervento, Castelli ha espresso un cauto ottimismo riguardo all'iniziativa di Fontana: «Mi fa piacere che Fontana esca allo scoperto, poi se son rose fioriranno». Questa affermazione sottende la speranza che le recenti prese di posizione possano effettivamente portare a un rinnovato impegno per i principi originari del movimento.

La tradizione autonomista e federalista nel Nord Italia

Il Nord Italia vanta una radicata e lunga tradizione di movimenti autonomisti e federalisti, che hanno trovato nella Lega una delle loro principali espressioni politiche a partire dagli anni Novanta. Negli ultimi anni, si è assistito a una progressiva frammentazione di queste forze, con la nascita di nuove sigle e iniziative, tra cui spicca il Partito Popolare del Nord fondato da Castelli.

L'azione di questi movimenti si concentra su pilastri fondamentali quali l'autonomia regionale, la tutela degli interessi economici del Nord e la promozione di una maggiore responsabilità fiscale e amministrativa a livello locale, temi che continuano a essere centrali nel dibattito politico della regione.