Il Cremlino, tramite il suo portavoce Dmitry Peskov, ha delineato il 30 agosto 2026 le precise condizioni per un eventuale vertice tra il presidente russo Vladimir Putin, l'ex presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Peskov ha chiarito che un incontro tra i tre leader sarebbe concepibile esclusivamente con l'obiettivo di formalizzare accordi già raggiunti. Questa posizione emerge in un contesto in cui l'ipotesi di un confronto diretto tra i capi di Stato di Russia, Stati Uniti e Ucraina continua a essere un tema centrale nel dibattito internazionale.
Il portavoce ha strettamente collegato la possibilità di tale vertice alla conclusione di un lavoro negoziale approfondito e già ultimato. Secondo le sue dichiarazioni, l'incontro al massimo livello non dovrebbe servire a discutere i singoli punti ancora in sospeso o a intavolare nuove trattative, bensì a siglare e chiudere accordi definiti. Peskov ha inoltre ricordato che la proposta di una riunione tra Putin, Trump e Zelensky è stata avanzata dal capo di Stato russo già da tempo, sottolineando una coerenza nella linea diplomatica del Cremlino.
Le condizioni del negoziato secondo il Cremlino
Il percorso verso un'intesa duratura e significativa è stato descritto dal portavoce del Cremlino come un processo articolato e complesso.
Gli accordi, ha ribadito Peskov, non rappresentano una questione semplice da definire e richiedono una trattativa minuziosa, ricca di molti dettagli da esaminare e concordare. Questa formulazione attribuisce al lavoro tecnico e negoziale una fase ben distinta e prioritaria rispetto a un eventuale appuntamento tra i presidenti. Nella visione del Cremlino, un summit tra i leader avrebbe senso e spazio solo nella fase conclusiva di tale processo, una volta che tutti i punti siano stati risolti a livello diplomatico e tecnico.
Peskov ha ulteriormente specificato che un incontro tra Putin e Zelensky dedicato alla discussione dei dettagli sarebbe considerato inutile. A corollario di questa posizione, il Cremlino ha mosso un'accusa diretta alla parte ucraina, sostenendo che Kiev "non vuole impegnarsi in una vera e propria soluzione" del conflitto.
La dichiarazione, pur mantenendo il riferimento al formato trilaterale con Putin, Trump e Zelensky, ribadisce con forza che ogni ipotesi di vertice è subordinata alla presenza di accordi già pronti per essere formalizzati, escludendo qualsiasi funzione negoziale per il summit stesso.
Il formato proposto per il vertice
La dichiarazione del Cremlino si concentra su un possibile incontro tra il presidente russo, il presidente statunitense e il presidente ucraino. La formulazione, ripresa anche in lingua inglese, presenta il vertice come un evento possibile solo per formalizzare gli accordi al termine dei negoziati. Questo passaggio evidenzia un riferimento esplicito alla conclusione del percorso negoziale, escludendo categoricamente che il summit possa assumere la funzione di sede per trattare l'intero contenuto dell'intesa.
Il quadro comunicato dal Cremlino distingue, in modo netto, due piani d'azione: da una parte la negoziazione, definita complessa e ricca di dettagli, e dall'altra la successiva formalizzazione degli esiti raggiunti.