A Perugia, il 31 agosto 2026, i partiti del Patto Avanti Umbria sono intervenuti con una chiara presa di posizione in merito alla discarica Le Crete di Orvieto. La coalizione ha attribuito al centrodestra regionale e, in particolare, alla precedente Giunta guidata da Donatella Tesei, la piena responsabilità della programmazione e dell’autorizzazione dell’ampliamento dell'impianto. L'intervento del Patto Avanti giunge in risposta agli attacchi rivolti alla presidente Stefania Proietti e all’assessore Thomas De Luca, richiamando l'attenzione sugli atti relativi non solo a Le Crete, ma anche alle discariche di Belladanza e Borgogiglione.
Secondo quanto dichiarato dal Patto Avanti, gli ampliamenti delle discariche di Belladanza e Borgogiglione sarebbero stati autorizzati rispettivamente nel 2022 e nel 2023. Per quanto concerne l'ampliamento della discarica Le Crete, la coalizione ha sostenuto che la delibera relativa fosse stata già approvata prima dell’insediamento dell’attuale Giunta Proietti. L'avvio dell'istruttoria tecnica del Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) per Le Crete viene definito un atto tecnico-amministrativo dovuto da parte degli uffici competenti, avviato su istanza del gestore privato dell'impianto. Questo progetto, inoltre, viene collegato all’avviso pubblico emesso il 15 luglio 2026.
Le responsabilità politiche sull'ampliamento della discarica di Orvieto
Il Patto Avanti ha enfatizzato che l’ampliamento della discarica di Orvieto porta la "firma del centrodestra". Il riferimento specifico indicato è la Dgr n. 2 del 5 gennaio 2022, un atto firmato dalla Giunta regionale di centrodestra allora guidata da Donatella Tesei. Tale delibera, secondo la coalizione, avrebbe pianificato un’estensione complessiva di 1 milione di metri cubi per le discariche regionali, con una quota significativa di 350.000 metri cubi specificamente riservata all'impianto di Orvieto.
Un altro aspetto cruciale richiamato nel comunicato riguarda la gestione dei rifiuti extra-regionali alla fine del 2024. Il Patto Avanti ha denunciato un’autorizzazione straordinaria per l’ingresso di ben 50.000 tonnellate di rifiuti provenienti da fuori regione.
Di questi, solo l’8 per cento sarebbe stato prodotto in Umbria, mentre il restante 92 per cento sarebbe giunto da regioni come Campania, Lazio, Marche e Puglia. La coalizione ha collegato questo flusso di rifiuti alla capacità degli impianti pubblici umbri e alle tariffe applicate per lo smaltimento.
La discussione si è estesa anche al tema del termovalorizzatore, previsto dalla precedente impostazione del ciclo dei rifiuti. Il Patto Avanti ha citato la Dgr 1135/2022, evidenziando come in quel contesto la discarica di Le Crete fosse definita "infrastruttura permanente nello scenario a regime", destinata a rimanere operativa oltre il 2030 per accogliere le ceneri pesanti e le scorie prodotte dalla combustione. Il progetto dell'inceneritore, in tale ottica, è stato indicato come un intervento dal costo stimato di 200 milioni di euro.