Il movimento Controcorrente, forza politica che ha sostenuto l'elezione del sindaco di Agrigento, Michele Sodano, ha formalmente richiesto le dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta. Questa decisa presa di posizione è stata resa pubblica ad Agrigento il 7 settembre 2026, in seguito agli sviluppi legati a una villa abusiva situata in contrada Zingarello, un immobile che il vicesindaco ha coereditato dopo la scomparsa del padre.
La segreteria regionale di Controcorrente ha definito la propria decisione come “sofferta ma necessaria”, sottolineando la gravità della situazione.
Entrando nel merito della vicenda, il movimento ha riconosciuto che l'abuso edilizio originario non è direttamente imputabile al vicesindaco Crosta. Tuttavia, la contestazione si concentra in modo significativo sulle dichiarazioni iniziali rilasciate in merito all'utilizzo dell'edificio e, soprattutto, sulla sua attuale posizione amministrativa.
Le contestazioni del movimento Controcorrente
Il punto cruciale sollevato da Controcorrente riguarda le prime affermazioni di Giovanni Crosta, secondo le quali la villa in questione sarebbe stata completamente disabitata. Il movimento ha contestato tali dichiarazioni, evidenziando come esse siano state successivamente smentite da un uso saltuario dell'immobile, in particolare durante alcune festività.
La valutazione politica del movimento non verte quindi sull'attribuzione della responsabilità dell'abuso edilizio originario a Crosta, ma piuttosto sulla compatibilità della sua permanenza nella giunta comunale con la complessa situazione legale e amministrativa della casa di contrada Zingarello.
La segreteria regionale ha posto con forza una questione di opportunità politica, data la presenza di una pratica di sanatoria ancora pendente proprio presso il Comune di Agrigento, l'ente che il vicesindaco Crosta contribuisce ad amministrare. Questa posizione è stata ufficialmente comunicata al sindaco Michele Sodano, figura politica espressione diretta del movimento Controcorrente, con l'esplicita attesa che venga intrapreso il passo auspicato nei confronti del numero due della sua giunta.
La replica del vicesindaco Giovanni Crosta
Dal canto suo, il vicesindaco Giovanni Crosta ha fermamente respinto tutte le accuse mosse nei suoi confronti, inquadrando l'intera vicenda come parte di una “campagna mediatica di estrema violenza”. Crosta ha inoltre precisato che sulla casa in oggetto pende una richiesta di sanatoria che risale addirittura al 1985. Questo specifico elemento, ovvero la datazione della richiesta, si trova al centro della contestazione politica formulata dal movimento Controcorrente, poiché la pratica risulterebbe ancora in fase di definizione presso il Comune di Agrigento, lo stesso ente in cui Crosta ricopre l'importante incarico di vicesindaco.
Il caso, dunque, rimane circoscritto alla richiesta di dimissioni avanzata con decisione da Controcorrente e alla puntuale replica fornita dal diretto interessato. L'immobile al centro della controversia, come già menzionato, è situato nella contrada Zingarello e rappresenta una coeredità familiare.