Marcello Pittella, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e leader lucano di Azione, ha delineato un quadro chiaro e perentorio sulla necessità di riforme strutturali per la Regione. In un'intervista rilasciata a Val d’Agri Press e diffusa a Potenza il 14 settembre 2026, Pittella ha posto l'accento sulla criticità del momento politico e istituzionale, affermando che la Basilicata si trova di fronte a un bivio: o intraprende un percorso di riforme concrete o rischia di cadere in una condizione di stallo.

Il messaggio centrale del presidente del Consiglio regionale è forte e senza mezzi termini, riassunto nella sua stessa dichiarazione: “la Basilicata o fa le riforme oppure si ferma e tira a campare”.

Questa affermazione sottolinea l'urgenza di un'azione decisa per evitare un immobilismo amministrativo e politico che potrebbe compromettere lo sviluppo del territorio. Pittella ha voluto precisare che questa sua posizione trascende la sua appartenenza al partito Azione, che pure fa parte della maggioranza di centrodestra nel panorama politico lucano, e il suo ruolo istituzionale all'interno dell'Assemblea regionale.

Il futuro del Consiglio regionale e il dialogo con le opposizioni

Uno dei temi cruciali affrontati da Pittella riguarda la possibilità di una ricomposizione del Consiglio regionale e l'eventuale dialogo con le forze di opposizione. Su questo fronte, il leader lucano di Azione si è mostrato cautamente pessimista, definendosi “non molto ottimista” sulla capacità dell'Assemblea regionale di ritrovare un assetto condiviso e coeso attorno al percorso delle riforme.

La sua analisi evidenzia le difficoltà intrinseche nel costruire una convergenza politica ampia su temi così delicati e strategici per il futuro della Basilicata.

Il ragionamento di Pittella include anche una scansione temporale precisa per l'attuazione di queste riforme. Richiamando quanto già espresso in occasione dell'esame del bilancio, il presidente del Consiglio regionale ha indicato il periodo di dicembre-gennaio come limite ultimo entro cui la stagione delle riforme, considerate vitali per la Regione, dovrebbe concludersi. A suo giudizio, superato questo termine, diventerebbe estremamente complesso e difficile pensare di proseguire l'attività istituzionale con la necessaria efficacia.

Questo riferimento temporale è quindi strettamente legato alla chiusura del processo riformatore e non, come potrebbe sembrare, a un nuovo appuntamento elettorale.

La legislatura: nessuna fine anticipata

Nonostante le sfide e le complessità del quadro politico regionale, Pittella ha categoricamente escluso l'ipotesi di una fine anticipata della legislatura. Alla domanda diretta su questa eventualità, la sua risposta è stata netta e perentoria: “No, la legislatura continuerà”. Questa dichiarazione ribadisce la volontà di portare avanti il mandato istituzionale fino alla sua naturale scadenza, sottolineando un impegno a proseguire l'attività politica e amministrativa nonostante le difficoltà evidenziate nel percorso delle riforme. La sua posizione ferma mira a garantire stabilità e continuità all'azione di governo regionale, pur nella consapevolezza delle sfide che attendono la Basilicata nei prossimi mesi.