Il 14 settembre 2026, i consiglieri regionali del centrodestra hanno organizzato un flashmob a sorpresa davanti al sito delle ecoballe di Taverna del Re, a Giugliano. L'iniziativa, guidata da Gennaro Sangiuliano (capo dell’Opposizione in Regione Campania), affiancato dai capigruppo Massimo Pelliccia (Forza Italia) e Raffaele Maria Pisacane (Fratelli d’Italia) e dalla consigliera Susy Panico, ha denunciato la critica situazione dell'area di stoccaggio e il recente rogo. I consiglieri hanno accusato la Regione Campania di immobilismo, richiamando l'accordo governativo per la chiusura del sito entro il 2019, termine disatteso.
La presenza di un milione di tonnellate di ecoballe ancora sul terreno è stata definita "l’immagine perfetta di un lungo fallimento" politico e ambientale.
La protesta e il rischio sanitario
La scelta di Taverna del Re per il flashmob ha evidenziato il legame tra la protesta, la permanenza delle ecoballe e il recente incendio, che ha riaperto il dibattito sulla gestione del sito. I consiglieri hanno sottolineato il rischio per la salute dei cittadini della zona, ribadendo la necessità di bonifica e chiusura definitiva, come da accordi.
Alla manifestazione hanno preso parte anche amministratori locali: i consiglieri comunali di Giugliano Francesco Iovinella, Pasquale Ascione, Filomena Lanzaro, Giovanni Pirozzi e Francesco Mallardo, e l'assessore di Qualiano Salvatore Onofaro.
La loro presenza ha rafforzato il focus della protesta sul sito di Taverna del Re e sui comuni coinvolti dalla problematica delle ecoballe.
Il contesto del rogo e le criticità a Giugliano
Il rogo che ha motivato l'azione si è sviluppato sotto i teli delle piazzole di stoccaggio a Taverna del Re, a Giugliano, dove persistono oltre un milione di tonnellate di rifiuti imballati. L'incendio ha generato una forte reazione politica, evidenziando le criticità nella gestione del ciclo dei rifiuti e le conseguenze ambientali e sanitarie per il territorio, provato dalla lunga vicenda delle ecoballe.