I consiglieri regionali del centrosinistra in Basilicata hanno espresso una posizione unitaria dopo il consiglio regionale straordinario, dedicato all’evento calamitoso del 2 settembre 2026 che ha colpito duramente Policoro, in provincia di Matera, e l’intera fascia Jonica. Alessia Araneo del M5s, Antonio Bochicchio di Avs-Psi-Bp, Angelo Chiorazzo di Bcc, Roberto Cifarelli di Gm, Piero Marrese di BD, Piero Lacorazza del Pd, Viviana Verri del M5s e Giovanni Vizziello di Bcc hanno sottolineato la necessità di superare ogni contrapposizione tra i diversi livelli istituzionali, concentrando invece l’azione sulle risposte concrete da fornire al territorio.

La loro nota congiunta sintetizza chiaramente l’imperativo: “Occorre unire le forze”.

Questa presa di posizione si inserisce nel quadro degli impegni assunti nei giorni immediatamente successivi all’emergenza e fa seguito al confronto avvenuto in Consiglio regionale. I consiglieri di opposizione collegano la gestione dell’emergenza alla definizione di interventi rapidi e adeguati per l’area sinistrata. Nel documento viene richiamata la responsabilità già dimostrata sia nei giorni successivi all’evento sia in occasione degli impegni presi dal Governo e dalla Regione. Il punto focale, secondo i consiglieri, è la richiesta di procedere con misure immediate, evitando che la vicenda si trasformi in una competizione politica o istituzionale.

Risposte immediate e la visione di una pianificazione a lungo termine

Il documento presentato dai consiglieri regionali affianca alle misure urgenti una prospettiva di programmazione più ampia. Il Metapontino viene identificato come un territorio particolarmente esposto a una vulnerabilità oggettiva delle sue attività economiche e della vita dei suoi abitanti, in relazione al crescente impatto dei cambiamenti climatici. Per questa ragione, oltre alle risposte immediate, viene proposta una pianificazione strategica con un orizzonte temporale di dieci o vent’anni. Nel testo dei consiglieri si ribadisce l’esigenza di inserire la prospettiva del territorio all’interno del contesto dei cambiamenti climatici e di dotarsi di uno strumento di pianificazione di area vasta, eventualmente attraverso un accordo di programma specifico.

La quantificazione dei danni è indicata come il passaggio fondamentale per definire le successive iniziative. La data del 30 settembre viene citata come termine ultimo per la valutazione e la stima dell’entità dei danni provocati dall’evento. Successivamente a questa scadenza, saranno valutate le proposte da presentare nelle commissioni competenti e in Consiglio regionale, al fine di garantire un’azione efficace e coordinata per il recupero e la messa in sicurezza del territorio.