Stefano Bandecchi, presidente della Provincia di Terni, è intervenuto il 30 settembre 2026 per replicare all’assessora regionale alla Caccia, Simona Meloni, in merito alla gestione e al contenimento dei cinghiali. La sua replica si concentra sulle informazioni attribuite agli uffici regionali e sul ruolo della Provincia nelle attività di vigilanza ittico-venatoria. Bandecchi ha sostenuto che le comunicazioni ricevute dall’assessora contengano elementi non corretti, precisando: “Non vorrei entrare in una polemica tediosa perché l'assessore regionale, Simona Meloni, si è sempre dimostrata persona ragionevole.
Devo però necessariamente fare delle precisazioni su delle informazioni errate che le saranno state comunicate da qualche ufficio”.
Il presidente della Provincia ha ricostruito il percorso amministrativo relativo alla convenzione, affermando che la polizia provinciale di Terni ha svolto le attività di vigilanza ittico-venatoria fino a giugno 2025. Secondo la sua ricostruzione, la Provincia ha poi rendicontato tali attività il 27 novembre 2025, ricevendo dalla Regione il rimborso delle spese, pari a 20.000 euro, il 28 aprile 2026. Questo elemento, per Bandecchi, confuta la tesi secondo cui l’ente provinciale avrebbe riscontrato difficoltà nella rendicontazione.
Dati su abbattimenti e prospettiva provinciale
La replica di Bandecchi ha affrontato anche il merito degli abbattimenti. Il presidente ha richiamato i dati diffusi dall’assessora, riferiti al 2025, osservando che in quell’anno la polizia provinciale ha operato fino a giugno con fondi definiti pochi. I numeri indicano un incremento di 593 capi abbattuti, con un aumento del 51,8%. Tuttavia, il presidente della Provincia ha contestato che questi risultati possano bastare a contenere efficacemente la popolazione di cinghiali nel territorio ternano.
Nella sua nota, Bandecchi ha collegato tale valutazione alla capacità riproduttiva della specie: una scrofa, ovvero la femmina del cinghiale, partorisce in media da quattro a dodici suinetti per volta.
La media indicata nella nota è di otto suinetti, che moltiplicati per due parti all'anno porterebbero a 16 suinetti annuali. Su questa base, il presidente ha affermato che, con 500 scrofe, si arriverebbe a 8.000 nuovi cinghiali.