La discussione sulla disciplina di revisione e completamento del Piano paesaggistico regionale (PPR) della Sardegna è entrata in una fase cruciale all'interno del Consiglio regionale. A Cagliari, il 17 settembre 2026, l'assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, è stato ascoltato dalla quarta Commissione, presieduta da Roberto Li Gioi del M5s e competente sul Governo del territorio. Questa audizione rappresenta un passaggio significativo, giungendo al termine di un primo ciclo di incontri partecipativi con i territori e dopo la presentazione ufficiale degli esiti di tale processo avviato dalla Regione.

Il percorso di confronto ha visto una notevole partecipazione, coinvolgendo oltre 500 persone e ben 64 diverse categorie di portatori di interesse. Sono stati registrati 118 interventi verbali e 21 contributi scritti, per un totale complessivo di circa 120 contributi. L'assessore Spanedda ha chiarito la portata di questo lavoro, affermando che «Quello che abbiamo raccolto finora non è un punto di arrivo, è la base sulla quale costruire le decisioni successive». Il passaggio in Commissione, dunque, mira ad ampliare ulteriormente il dialogo istituzionale già instaurato con le comunità locali, gli enti e tutti i soggetti direttamente interessati al complesso percorso di aggiornamento del Piano.

L'attuazione del PPR e le sfide dei Comuni

Tra le questioni centrali evidenziate dall'assessore figura l'effettiva attuazione del PPR, approvato ormai vent'anni fa. È stato rilevato che solo una percentuale limitata, stimata tra il 10 e il 12%, dei Comuni interessati ha provveduto ad adeguare il proprio Piano urbanistico comunale. Analogamente, l'adeguamento dei piani particolareggiati relativi ai centri storici è rimasto altrettanto circoscritto. Nonostante queste difficoltà, Spanedda ha ribadito che il principio fondante del Piano mantiene la sua validità: la Regione ha il compito di definire il quadro generale di tutela, mentre spetta ai Comuni il compito di precisarlo, adattandolo alle specifiche caratteristiche e alle esigenze dei singoli territori.

Dagli incontri svolti a livello territoriale sono emerse diverse considerazioni. Da un lato, è stato ampiamente riconosciuto il valore del PPR come strumento essenziale di tutela del paesaggio. Dall'altro, è stata percepita la necessità di superare un modello che in alcuni contesti è stato visto come troppo uniforme e imposto dall'alto. Uno degli obiettivi primari della revisione è, infatti, l'estensione della pianificazione paesaggistica anche alle zone interne dell'isola. Questo processo avverrà con l'intento di non trasferire in modo automatico su queste aree il medesimo modello di tutela già applicato alle coste, ma di sviluppare approcci più specifici e contestualizzati. Nel corso del confronto, sono stati inoltre richiamati temi di grande attualità e rilevanza strategica, quali lo spopolamento, i cambiamenti climatici e la transizione energetica, che dovranno trovare adeguata considerazione nel nuovo Piano.

La co-pianificazione con il Ministero della Cultura

Il processo di revisione del PPR sarà condotto in stretta co-pianificazione con il Ministero della Cultura. Questo confronto è già stato avviato e include anche la revisione dei decreti ministeriali pertinenti, con un'attenzione particolare a quelli che riguardano la delicata fascia costiera. La procedura form