Quito, 11 settembre 2026 – L'ex presidente dell'Ecuador, Abdalá Bucaram, è stato condannato a nove anni e quattro mesi di carcere per associazione per delinquere. La sentenza, giunta al termine di un procedimento giudiziario durato oltre cinque anni, si inserisce nel controverso caso “Pruebas Covid-19”, incentrato sulla commercializzazione illegale di 21.000 test per il Covid-19 e altri dispositivi sanitari essenziali durante l'emergenza pandemica, tra marzo e agosto 2020. Nel procedimento sono stati coinvolti anche il figlio Jacobo Bucaram e altri due imputati.
La Procura ha attribuito a Bucaram, al figlio Jacobo e agli altri co-imputati la responsabilità della commercializzazione illecita non solo dei test, ma anche di mascherine, guanti e altri dispositivi medici fondamentali in quel periodo critico. Jacobo Bucaram ha ricevuto la medesima pena del padre, pari a nove anni e quattro mesi di reclusione. Due altri individui, un ex agente della polizia stradale e un'altra persona, sono stati invece condannati a una pena più severa di 13 anni e quattro mesi, riconosciuti come “autori diretti” delle operazioni illecite.
Le accuse nel caso "Pruebas Covid-19"
Nel fascicolo d'accusa, la Procura ha contestato agli imputati una serie di reati gravi, tra cui arricchimento privato ingiustificato, frode fiscale, peculato e falsificazione di documenti pubblici.
Il caso, denominato “Pruebas Covid-19”, ha messo in luce condotte illecite perpetrate nel periodo più acuto dell'emergenza sanitaria. La ricostruzione accusatoria ha delineato una complessa struttura criminale che, secondo le indagini, avrebbe ottenuto ingenti benefici economici dalla commercializzazione di test e altri insumi medici, sfruttando la crisi e la disperata necessità di forniture sanitarie.
La reazione di Bucaram e i problemi di salute
Abdalá Bucaram, 74 anni, non si è presentato per la sesta volta all'udienza per la lettura della sentenza. L'ex presidente ha reagito al verdetto definendolo “macabro” e “immorale”, annunciando immediatamente l'intenzione di presentare ricorso. Ha inoltre sostenuto di soffrire di gravi problemi cardiaci, una condizione che ha già influenzato la gestione del processo.
Il suo quadro sanitario, infatti, è stato un fattore determinante nei precedenti tentativi di concludere l'udienza, che non erano andati a buon fine proprio a causa delle sue condizioni di salute.
Il percorso giudiziario e i rinvii dell'udienza
La sentenza a carico di Abdalá Bucaram Ortiz e di Jacobo Bucaram era stata inizialmente indicata per il 9 settembre 2026, ma la sua risoluzione è giunta solo dopo ben sei tentativi falliti di installare l'udienza di sentenza. Bucaram Ortiz era stato ricoverato in una clinica di Guayaquil per un problema cardiaco, ma aveva poi espressamente chiesto la dimissione per poter presenziare e ascoltare la decisione del Tribunale, sottolineando la sua volontà di affrontare il verdetto nonostante le difficoltà fisiche.