Il Movimento 5 Stelle interviene con fermezza sul piano Electrolux, annunciando la propria partecipazione alla manifestazione nazionale del 15 settembre 2026 a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. La nota, diffusa il 14 settembre 2026 da Ancona, denuncia il piano di esuberi che prevede 1.450 tagli in Italia e la chiusura dello stabilimento marchigiano.

Il Movimento 5 Stelle giudica il piano inaccettabile, rivolgendo critiche al governo, al ministro Urso e in particolare a Giorgia Meloni, accusata di essere rimasta finora “spettatrice”. Viene sottolineato come i tavoli ministeriali non abbiano portato a una soluzione della vertenza.

La mobilitazione a Cerreto d’Esi

La manifestazione nazionale del 15 settembre 2026, contro gli esuberi Electrolux, avrà luogo a Cerreto d’Esi. All'iniziativa sono attesi i deputati pentastellati Chiara Appendino e Giorgio Fede, insieme alla consigliera regionale Marta Ruggeri. La mobilitazione intende sostenere i lavoratori dello stabilimento marchigiano e tutti i dipendenti coinvolti dai licenziamenti previsti a livello nazionale.

La richiesta politica del Movimento 5 Stelle è chiara: Giorgia Meloni deve esigere dall'azienda un «vero piano industriale» e il ritiro dei licenziamenti. Il movimento esprime pieno sostegno alle iniziative dei lavoratori e alla mobilitazione organizzata a Cerreto d’Esi.

Il quadro industriale nel Fabrianese

Anche UNCEM Marche si unisce alla manifestazione nazionale del 15 settembre 2026, richiamando l'attenzione sulla vertenza Electrolux di Cerreto d’Esi. L’associazione collega la chiusura dello stabilimento marchigiano, che coinvolge circa 170 lavoratori, e i 1.450 esuberi complessivi in Italia, alla più ampia situazione industriale del Fabrianese e delle aree interne marchigiane.

UNCEM Marche evidenzia come la crisi Electrolux si inserisca in un contesto che include le situazioni degli stabilimenti Beko di Melano e Beko di Comunanza. L'associazione sostiene che il Fabrianese e le aree interne non possano permettersi di perdere industria, lavoro, competenze e prospettive future.

Giuseppe Amici, presidente di UNCEM Marche, ha sottolineato l'importanza della difesa del lavoro per la tenuta territoriale. La perdita o il ridimensionamento di un presidio industriale, infatti, colpisce non solo gli occupati diretti, ma anche l'indotto, i consumi, le famiglie, i servizi e la capacità del territorio di trattenere la popolazione. Cerreto d’Esi e Fabriano appartengono allo stesso sistema territoriale e alla stessa Unione Montana dell’Esino Frasassi.

La vertenza Beko di Melano vede i lavoratori in nuova mobilitazione, in attesa di un confronto istituzionale previsto per il 1° ottobre 2026 al MIMIT. A Beko di Comunanza, la produzione è debole, con ampio ricorso alla cassa integrazione e investimenti inferiori alle promesse aziendali.

Amici ha ribadito che non basta la presenza formale di uno stabilimento, ma contano la continuità produttiva, gli investimenti effettivi e la capacità di generare lavoro nel tempo.

Giancarlo Sagramola, direttore di UNCEM Marche e presidente dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi, ha evidenziato che Electrolux, Beko Melano e Beko Comunanza, pur essendo vertenze differenti, sono unite da un comune filo territoriale. Ha rimarcato che ciò che accade in uno stabilimento non resta confinato ai suoi cancelli: la diminuzione di lavoro e occupazione riduce la capacità di un territorio di trattenere giovani, famiglie e competenze.

La questione industriale è considerata parte integrante delle politiche per le aree interne.

Il contrasto allo spopolamento non può basarsi solo sui servizi, ma richiede una base economica solida, capace di produrre reddito, occupazione e opportunità. UNCEM Marche considera la manifestazione del 15 settembre un momento di vicinanza ai lavoratori e un'occasione per chiedere una visione complessiva sul futuro industriale del Fabrianese e delle aree interne marchigiane.