Il 23 settembre 2026, Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Finanze della Camera, ha delineato una posizione di cautela sulla prossima legge di bilancio e sullo scostamento di bilancio. A Roma, nel dibattito sulla manovra, Osnato ha espresso una linea più prudente rispetto a quella del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando la necessità di individuare investimenti e sostegni in un quadro compatibile con la finanza pubblica.
Intervenendo a 24 Mattino su Radio 24, Osnato ha ribadito la sua maggiore prudenza.
Ha affermato che la ricerca di investimenti e sostegni è legittima, ma deve avvenire nel rispetto dei conti pubblici. Questa impostazione, in linea con le ultime quattro leggi di bilancio, dimostra che l'obiettivo può essere perseguito senza eccessi. Sul ricorso allo scostamento, ha dichiarato: “non credo che sia la cosa migliore da fare”.
La linea di Fratelli d’Italia
Il punto chiave di Osnato riguarda l'equilibrio tra misure di sostegno, investimenti e disciplina di bilancio. Gli interventi nella legge di bilancio devono rimanere all'interno della cornice della finanza pubblica. Il riferimento alle precedenti quattro leggi di bilancio evidenzia una continuità metodologica: trovare risorse per investimenti e sostegni senza che lo scostamento di bilancio sia una scelta obbligata.
La formulazione di Osnato distingue la ricerca di risorse dalla decisione di ricorrere a un extradeficit. Ha escluso di avere un “mantra” dello scostamento, collocando la sua valutazione nel contesto attuale della manovra. Il tema centrale resta la compatibilità finanziaria degli interventi, insieme alla possibilità di promuovere investimenti significativi senza una deviazione formale dagli obiettivi di bilancio.
Le dichiarazioni di Matteo Salvini
Nella stessa giornata, Matteo Salvini ha riaffermato che per la Lega il punto decisivo è il contenuto della legge di bilancio. Durante una conferenza stampa, il vicepremier ha distinto la forma dalla sostanza, insistendo sulla necessità di una manovra "coraggiosa" e orientata agli investimenti, anche senza ricorrere formalmente allo scostamento.
Questa posizione sottolinea l'importanza di un'azione economica incisiva che promuova lo sviluppo e risponda alle esigenze del Paese, indipendentemente dagli strumenti tecnici adottati per il reperimento delle risorse.