La vicepresidente della Camera e deputata del Partito Democratico, Anna Ascani, ha duramente criticato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, accusandolo di un "vergognoso accanimento" contro la scuola umbra. L'intervento, avvenuto il 16 settembre 2026 da Perugia, si concentra sul controverso riparto delle risorse destinate alle supplenze temporanee del personale ATA, strettamente connesse al dimensionamento scolastico. Secondo Ascani, la decisione del ministro esclude ingiustamente l'Umbria, insieme a Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana, dal riparto di 19 milioni di euro previsti per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole interessate.

La deputata dem ha collegato questa esclusione alla presunta mancata adozione autonoma del piano di dimensionamento da parte delle regioni colpite. Tuttavia, Anna Ascani ha sottolineato che in Umbria il dimensionamento è stato comunque "realizzato e imposto", rendendo la sottrazione di risorse ancora più grave. La sua nota evidenzia come la mancata assegnazione di questi fondi sottragga alle istituzioni scolastiche il personale ritenuto necessario per il corretto funzionamento e il supporto del piano di riorganizzazione.

La contestazione sulle risorse per il personale ATA

Il fulcro della contestazione sollevata da Anna Ascani riguarda le supplenze temporanee del personale ATA, fondamentali per la gestione quotidiana delle scuole, soprattutto in un contesto di riorganizzazione dettato dal dimensionamento scolastico.

La vicepresidente della Camera ha ribadito che privare le scuole di queste risorse significa compromettere il loro diritto ad avere un organico adeguato per sostenere l'organizzazione e le attività didattiche. La critica si estende alla gestione complessiva della scuola pubblica da parte del ministro Valditara, accusato di non ascoltare le comunità scolastiche e di mettere a rischio il diritto allo studio di studenti e studentesse.

Di fronte a questa situazione, la deputata del Pd ha lanciato un appello diretto al ministro, chiedendogli di "tornare indietro" sulla sua decisione. Anna Ascani ha annunciato una ferma battaglia politica al fianco delle regioni escluse – Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana – affinché possano ottenere le risorse che ritengono loro spettanti.

La determinazione è quella di lottare per garantire che le scuole di queste regioni non vengano penalizzate da una scelta che, a suo dire, mina la loro capacità operativa e la qualità dell'offerta formativa.