Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati di Donald Trump, sono giunti a Kiev il 6 settembre 2026, marcando la loro prima visita nella capitale ucraina dall’inizio del mandato di Trump. Questa missione diplomatica cruciale prevede una serie di colloqui con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che fanno seguito all’incontro tenutosi il giorno precedente, il 5 settembre 2026, a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin.

L’arrivo a Kiev ha collocato i due rappresentanti statunitensi in una sequenza diplomatica attentamente orchestrata, che ha visto prima la tappa nella capitale russa e successivamente quella ucraina.

La presenza di Witkoff e Kushner a Kiev è stata evidenziata come la loro prima visita ufficiale in Ucraina in questa fase dell'amministrazione Trump, sottolineando l'importanza attribuita a questo doppio appuntamento.

I colloqui previsti a Kiev

Il fulcro della visita a Kiev è rappresentato dai colloqui in agenda con il presidente Volodymyr Zelensky. La presenza di Witkoff e Kushner nella capitale ucraina, immediatamente successiva al loro faccia a faccia con Putin, ha mantenuto al centro dell'attenzione il confronto diretto con la leadership di Kiev. I due rappresentanti sono stati identificati come inviati personali di Donald Trump, con la capitale ucraina designata come la sede di questo significativo passaggio diplomatico.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha espresso la piena disponibilità di Kiev a un confronto costruttivo con gli emissari degli Stati Uniti. La posizione ucraina, ribadita in questo contesto, si concentra sulla necessità di porre fine alla guerra, ottenere garanzie di sicurezza concrete e raggiungere una pace giusta e sostenibile per il periodo post-bellico, con proposte specifiche già elaborate dalla parte ucraina.

L’incontro a Mosca con Vladimir Putin

Il preludio immediato alla visita a Kiev è stato il colloquio svoltosi a Mosca con il presidente Vladimir Putin, il 5 settembre 2026. L’incontro, tenutosi a porte chiuse, ha avuto una durata superiore alle tre ore. Al termine delle discussioni, non sono stati comunicati sviluppi o svolte risolutive immediate.

Il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov, ha descritto il confronto come costruttivo, franco e utile, pur senza specificare esiti concreti o accordi raggiunti.

Alla riunione di Mosca erano presenti, oltre a Witkoff e Kushner, anche il già citato Yuri Ushakov e l’inviato presidenziale Kirill Dmitriev. Questa tappa russa ha preceduto l’arrivo degli inviati statunitensi a Kiev, configurandosi come un passaggio fondamentale nella ricostruzione complessiva della missione. La sequenza diplomatica che ha toccato prima Mosca e poi Kiev è intrinsecamente legata al rinnovato tentativo di riavviare i colloqui di pace sulla guerra in Ucraina.