Il Movimento 5 Stelle è intervenuto con fermezza sulla vertenza Electrolux, definendo «inaccettabile» il piano aziendale che prevede 1.450 esuberi in Italia e la chiusura dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi, situato in provincia di Ancona. La presa di posizione, espressa ad Ancona il 14 settembre 2026, precede la manifestazione nazionale fissata per il giorno successivo, il 15 settembre 2026, proprio davanti al sito produttivo marchigiano. Il movimento ha annunciato la propria partecipazione attiva all’iniziativa di protesta contro la decisione di Electrolux riguardante gli esuberi.

La posizione del Movimento 5 Stelle

Nel comunicato diffuso, il Movimento 5 Stelle ha collegato il piano aziendale alla delicata situazione occupazionale che interessa gli stabilimenti italiani del gruppo e, in particolare, alla prospettata chiusura del sito nelle Marche. La dichiarazione sottolinea con forza: «Il piano di Electrolux con 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura dello stabilimento marchigiano è inaccettabile, perché si tratta di un vero e proprio saccheggio messo a punto da una multinazionale che, è bene ricordarlo, per anni ha beneficiato di ingenti risorse pubbliche dallo Stato italiano. E il governo è complice: il ministro Urso con i suoi tavoli non ha risolto nulla, mentre la presidente Meloni finora ha fatto la spettatrice».

Il Movimento 5 Stelle ha confermato la presenza dei deputati Chiara Appendino e Giorgio Fede, insieme alla consigliera regionale Marta Ruggeri, alla manifestazione nazionale di Cerreto d’Esi. Questa partecipazione è stata annunciata come un chiaro segno di sostegno alle iniziative dei lavoratori direttamente coinvolti nella complessa vertenza. Nel medesimo comunicato, il movimento ha rivolto un appello diretto alla presidente Meloni, chiedendole di intervenire con decisione sui vertici dell'azienda. La richiesta è strettamente legata all'esigenza di un vero piano industriale, che abbia come punto di partenza irrinunciabile il ritiro dei licenziamenti.

Il testo del Movimento 5 Stelle ha ribadito con enfasi la propria posizione, includendo una seconda e incisiva dichiarazione rivolta all'esecutivo e alla gestione della crisi: «Meloni inchiodi i vertici dell'azienda pretendendo un piano industriale vero, che parta dal ritiro dei licenziamenti».

La presa di posizione ha inoltre espresso piena solidarietà alle famiglie colpite dagli esuberi, confermando il pieno sostegno alla mobilitazione prevista per il 15 settembre 2026 a Cerreto d’Esi.

La mobilitazione nazionale e i dettagli della vertenza

La mobilitazione nazionale che si terrà davanti allo stabilimento di Cerreto d’Esi si inserisce nel più ampio contesto dello sciopero proclamato congiuntamente da Fim, Fiom e Uilm per martedì 15 settembre 2026 in tutti gli stabilimenti del gruppo.