A Mondovì, in provincia di Cuneo, si sono celebrate il 14 settembre 2026 le esequie di Stato per Raffaele Costa, ex ministro e ultimo segretario nazionale del Partito Liberale Italiano. La cerimonia, tenutasi nella Cattedrale di San Donato a Mondovì Piazza, ha visto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, pronunciare un'orazione funebre toccante, rievocando il profondo e duraturo legame che lo univa al politico liberale scomparso.

Nel suo intervento, Tajani ha voluto rendere un sentito omaggio a Costa, sottolineando con gratitudine come l'ex ministro avesse creduto in lui fin dai suoi primi passi nel mondo della politica e della vita pubblica.

Il segretario di Forza Italia ha ricordato in particolare il 1976, un anno cruciale in cui, appena eletto alla Camera, il deputato cuneese lo scelse come suo primo assistente parlamentare. "Ti sono grato per aver creduto in me quando ero un giovane studente", ha affermato Tajani, evidenziando la profonda riconoscenza per quella fiducia iniziale che ha segnato in modo indelebile l'inizio della sua lunga e significativa carriera politica.

Il ruolo di Costa nella formazione di Tajani

Antonio Tajani ha ripercorso le tappe iniziali del suo rapporto con Raffaele Costa, collocandole nel periodo immediatamente successivo al proprio servizio militare. "Ero appena tornato dal servizio militare quando mi assunse e non fu una scelta egoistica", ha ricordato il vicepremier, ponendo l'accento sulla generosità e la lungimiranza del gesto di Costa.

L'ex ministro non solo gli offrì una preziosa opportunità politica, ma lo aiutò anche a diventare giornalista, facilitando la sua collaborazione con la testata "Il Duemila", un periodico animato con passione in quegli anni dall'esponente liberale. Questa duplice esperienza, sia in ambito parlamentare che giornalistico, fu di fondamentale importanza per la formazione professionale e politica di Tajani, gettando le basi per il suo futuro impegno nelle istituzioni.

Nel suo discorso funebre, Antonio Tajani ha anche richiamato il contesto storico e politico di quegli anni, un'epoca complessa e tesa, caratterizzata dalla cultura del terrorismo. Ha evidenziato come Raffaele Costa si fosse strenuamente impegnato per "fare capire che c'era anche un'altra Italia e un'altra Europa", un messaggio di speranza, di libertà e di alternativa in un periodo di grandi incertezze e violenze.

Questo impegno di Costa, secondo Tajani, fu un esempio luminoso di dedizione civica e politica, volto a costruire una società migliore.

La parte conclusiva dell'orazione è stata un tributo diretto e commosso alla memoria di Raffaele Costa. Tajani ha espresso la speranza sincera di aver ripagato la fiducia ricevuta e di aver onorato l'investimento fatto su di lui, affermando: "Spero di averti dato soddisfazione, di averti fatto vedere che quel ragazzino che hai preso per mano è diventato un buon parlamentare". Con queste parole, il vicepremier ha voluto sottolineare il percorso di crescita personale e istituzionale intrapreso grazie alla guida e al sostegno costante dell'ex ministro, presentando il loro rapporto come un passaggio decisivo e insostituibile nella propria formazione politica e umana.

Le esequie di Stato a Mondovì

Le esequie di Stato per Raffaele Costa si sono svolte lunedì 14 settembre 2026, con inizio alle ore 15, presso la Cattedrale di San Donato a Mondovì Piazza. Raffaele Costa era deceduto venerdì 11 settembre 2026, all'età di 90 anni. Il rosario era stato previsto sabato 12 settembre alle 19 nello stesso Duomo. Il cerimoniale delle esequie di Stato, che ha reso omaggio alla figura dell'ex ministro, ha incluso, tra gli altri elementi distintivi, il feretro contornato da sei carabinieri in alta uniforme oppure da appartenenti allo stesso Corpo dello scomparso, e gli onori militari all'ingresso e all'uscita dal luogo della cerimonia. Questi specifici dettagli hanno scandito la solennità dell'ultimo saluto tributato al politico liberale, in riconoscimento del suo lungo servizio al Paese.