La Regione Emilia-Romagna non parteciperà alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui territori palestinesi occupati, da parte del Comune di Marzabotto. L'evento, fissato per il 23 settembre 2026 al Teatro comunale di Marzabotto, includerà la presentazione del libro di Albanese, "La luce del risveglio". La sottosegretaria alla Presidenza della Regione, Manuela Rontini, ha comunicato in Consiglio regionale che alla giunta "non è pervenuto alcun invito". La dichiarazione è giunta in risposta a un question time sollecitato da Marta Evangelisti (Fratelli d'Italia).

La sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, ha chiarito che l'assenza di inviti ad altre istituzioni è stata una scelta deliberata. "Non abbiamo invitato nessun'altra istituzione", ha affermato Cuppi, specificando che né il presidente della Regione Michele de Pascale, né il sindaco metropolitano Matteo Lepore, o le loro giunte erano previste. L'iniziativa è stata concepita come un momento esclusivo tra il Comune e la relatrice ONU. La cerimonia, alle ore 20:30, coinciderà con la presentazione dell'opera.

Posizione della Regione e dibattito in Consiglio

Nel dibattito in aula, la sottosegretaria Rontini ha richiamato la piena autonomia degli enti locali nel conferire la cittadinanza onoraria. "Rientra nella piena autonomia di un ente locale conferire o meno la cittadinanza onoraria", ha dichiarato Rontini, aggiungendo che la Regione rispetta "una decisione autonomamente presa e condivisa dal Consiglio comunale".

Ha ribadito l'assenza della giunta regionale per la mancata ricezione di inviti formali.

L'interrogazione di Marta Evangelisti mirava a ottenere dalla giunta regionale una chiara posizione politica e istituzionale sulla decisione del Comune di Marzabotto. La capogruppo di Fratelli d'Italia ha contestato il richiamo all'autonomia comunale, suggerendo che potesse essere usato come un "paravento" per evitare di esprimersi. Il confronto si è concentrato sulla partecipazione regionale e sul rapporto tra la decisione del Comune e la posizione della giunta.