La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al-Saud, a Roma il 29 settembre 2026. La conversazione si è focalizzata sulla situazione regionale, con l'obiettivo di individuare soluzioni diplomatiche per la riduzione delle tensioni. Meloni ha espresso la solidarietà italiana all’Arabia Saudita, sottolineando l'importanza cruciale della libertà di navigazione negli stretti di Hormuz e Bab-el Mandeb, passaggi marittimi vitali per il commercio e la sicurezza internazionale.

I due leader hanno ribadito la necessità di garantire un transito sicuro e ininterrotto in queste vie d'acqua strategiche.

Il Dialogo sulla Stabilità Regionale

Il confronto tra Meloni e bin Salman ha approfondito le dinamiche regionali, esplorando attivamente le opzioni per una tangibile riduzione delle tensioni e la prevenzione di ulteriori instabilità. Il riferimento esplicito alla libertà di navigazione ha contestualizzato il colloquio, evidenziando il ruolo insostituibile degli stretti di Hormuz e Bab-el Mandeb, riconosciuti per la loro centralità geopolitica. Il comunicato ufficiale ha sottolineato due pilastri: la solidarietà italiana verso l'Arabia Saudita e l'urgenza di perseguire soluzioni diplomatiche.

Questi principi sono stati strettamente correlati alla garanzia della sicurezza della navigazione negli stretti menzionati, senza indicare misure operative specifiche immediate, ma mantenendo il focus su un approccio di coordinamento.

Il Precedente Impegno nel Golfo e i Rischi Energetici

Il tema della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz era già stato centrale nel viaggio di Meloni nei Paesi del Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti), conclusosi il 4 aprile 2026. In quell'occasione, la presidente aveva incontrato bin Salman a Gedda e altri leader, discutendo di sicurezza energetica, approvvigionamento e navigazione. Meloni aveva espresso preoccupazioni per i rischi concreti sui prezzi dell’energia in caso di crisi, con impatti su imprese e famiglie italiane.

Era stato richiamato il ruolo del Qatar per il gas e del Golfo per il petrolio,collegando la sicurezza degli approvvigionamenti alla stabilità regionale e alla libertà di transito, fattori determinanti per l'economia italiana e globale.