Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha nuovamente smentito, il 28 settembre 2026 da Tel Aviv, la notizia secondo cui il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel lo avrebbe contattato all’inizio di ottobre 2023 per avvertirlo di un imminente attacco dalla Striscia di Gaza. Netanyahu ha respinto con fermezza la ricostruzione attribuita al Wall Street Journal, definendo le accuse come parte di un complotto orchestrato da Stati e attori stranieri ostili, tra cui figurerebbero anche Paesi arabi.

Attraverso un messaggio diffuso su X, il premier ha dichiarato esplicitamente: “Non c'è alcuna verità nella notizia pubblicata sul Wall Street Journal”.

Ha inoltre sostenuto che dietro quelle che ha definito false accuse si celerebbero soggetti esterni con il preciso obiettivo di rovesciare il suo governo di destra e insediare al suo posto un esecutivo di sinistra. Nel suo post, Netanyahu ha enfatizzato la posta in gioco politica, affermando: “Questa è la questione elettorale: o la destra, o la Palestina”.

La presunta allerta egiziana

La ricostruzione contestata da Netanyahu riguarda una presunta telefonata di Abbas Kamel avvenuta all’inizio di ottobre 2023, pochi giorni prima del devastante attacco di Hamas del 7 ottobre dello stesso anno. La comunicazione avrebbe avuto lo scopo di allertare il primo ministro israeliano sulla possibilità che la situazione nella Striscia di Gaza potesse degenerare in un attacco.

Questa stessa versione dei fatti colloca la telefonata come l'ultima di una serie di due precedenti avvertimenti egiziani, uno dei quali sarebbe stato un incontro di persona tra Kamel e funzionari israeliani, tenutosi alla fine di settembre.

In tale contesto, gli avvertimenti egiziani sono stati descritti come generiche segnalazioni sulla crescente tensione nella Striscia di Gaza, ma senza fornire dettagli precisi sui tempi o sulla portata esatta dell’assalto. La narrazione contestata include anche riferimenti a ulteriori comunicazioni dal Cairo fino a due giorni prima dell’attacco. È importante sottolineare che Netanyahu ha ripetutamente negato di aver ricevuto qualsiasi avvertimento, sia dall’Egitto che dagli Emirati Arabi Uniti, riguardo a una minaccia imminente da parte di Hamas.

Le implicazioni politiche secondo il premier

La smentita di Netanyahu trascende la semplice negazione del contenuto della presunta telefonata. Nel suo messaggio pubblico, il premier israeliano ha inquadrato le accuse come parte integrante di un’azione più ampia, attribuita a Stati e attori stranieri ostili. Il riferimento esplicito ai Paesi arabi è inserito nel contesto in cui Netanyahu descrive l'obiettivo di tali attori: far cadere il suo governo di destra per sostituirlo con un esecutivo di sinistra, evidenziando una chiara lettura politica della vicenda.