La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha rivendicato, il 9 settembre 2026, attacchi contro due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo Persico. L'azione è stata presentata come diretta risposta a un precedente attacco, attribuito agli Stati Uniti, che avrebbe colpito cinque petroliere iraniane. Le rivendicazioni hanno interessato aree strategiche quali il Golfo Persico, lo Stretto di Hormuz e una base militare statunitense in Giordania.
Tra gli obiettivi dichiarati dalle Guardie Rivoluzionarie figurano anche dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.
È stato inoltre rivendicato il bombardamento di una base militare statunitense in Giordania. Tali operazioni costituiscono una serie di azioni militari che l'Iran ha dichiarato di aver condotto contro assetti navali e infrastrutture militari legate agli Stati Uniti.
Obiettivi degli attacchi rivendicati
La dichiarazione iraniana ha specificato come bersagli due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo Persico, oltre a dieci navi in transito nello Stretto di Hormuz. Tali azioni sono state presentate come ritorsione diretta all'attacco precedentemente subito da cinque petroliere iraniane, evento che ha innescato la risposta militare dei Pasdaran.
Tra gli obiettivi colpiti figura una base militare statunitense in Giordania, identificata come struttura usata dalle forze americane nei pressi di Al Azraq.
L'attacco, rivendicato dalle Guardie Rivoluzionarie, sarebbe stato condotto con missili balistici. Le autorità giordane hanno comunicato di aver intercettato 18 dei 20 missili, precisando l'assenza di vittime. Un funzionario statunitense ha confermato che tutto il personale militare americano era stato rintracciato e risultava incolume.
La rilevanza dello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz, passaggio marittimo di vitale importanza strategica, è stato esplicitamente menzionato nelle rivendicazioni iraniane. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver preso di mira dieci navi che tentavano di attraversare questo stretto canale. Il contesto delle operazioni si estende anche al Golfo Persico, dove sarebbero state colpite otto petroliere e due navi statunitensi, evidenziando la portata delle azioni militari.